
Un rapporto di 160 pagine pubblicato dall’Assemblée Nationale l’8 luglio dipinge un quadro desolante della cooperazione tra Francia e Regno Unito per il controllo del passaggio della Manica. La relatrice Elsa Faucillon (Partito Comunista) ha esaminato 34 accordi bilaterali firmati dal 1986, anno dell’accordo di Sangatte, e conclude che la politica di delegare il controllo delle frontiere alla Francia in cambio di finanziamenti britannici è fallita su tutti i fronti.
La commissione ha rilevato che, nonostante i 480 milioni di sterline versati dal Regno Unito dal 2015, nel 2025 più di 40.000 persone sono comunque riuscite a raggiungere l’Inghilterra su piccole imbarcazioni, mentre le condizioni umanitarie nei campi improvvisati intorno a Calais e Dunkerque restano “completamente inaccettabili”. Le nuove tattiche di intercettazione in mare, autorizzate nel 2025 su insistenza di Londra, sono state giudicate rischiose dal punto di vista legale e potenzialmente pericolose per la vita; solo 8 delle 31 operazioni di imbarco tentate fino a fine maggio sono state completate.
Faucillon critica in particolare l’accordo “uno dentro/uno fuori” del 2025, che consente a Londra di rimandare in Francia i migranti irregolari solo se accetta un numero equivalente di richiedenti asilo, definendolo “profondamente squilibrato”. Al 11 giugno 2026 il Regno Unito aveva espulso 951 persone, accogliendone però solo 935, un dato insignificante rispetto ai flussi annuali. I rimpatriati, monitorati da SamuSocial, hanno mostrato gravi disturbi post-traumatici, con conseguente segnalazione alla procura.
Tra le 33 raccomandazioni, la commissione chiede la ratifica parlamentare di ogni futuro trattato migratorio franco-britannico, il divieto immediato di gas lacrimogeni e armi durante le operazioni sulle spiagge, l’abbandono delle intercettazioni marittime, la creazione di centri di accoglienza lungo la costa settentrionale e una via legale per il ricongiungimento familiare nel Regno Unito.
Sebbene il rapporto non abbia valore vincolante, arriva due mesi prima delle trattative sul bilancio annuale e pochi giorni dopo che Londra ha fatto intendere di volere ulteriori pattugliamenti francesi. Le aziende che movimentano personale o merci attraverso il tunnel della Manica devono aspettarsi un rinnovato dibattito politico, possibili rinegoziazioni dei finanziamenti e, nel breve termine, continui disagi ai controlli di Calais e Dunkerque.
La commissione ha rilevato che, nonostante i 480 milioni di sterline versati dal Regno Unito dal 2015, nel 2025 più di 40.000 persone sono comunque riuscite a raggiungere l’Inghilterra su piccole imbarcazioni, mentre le condizioni umanitarie nei campi improvvisati intorno a Calais e Dunkerque restano “completamente inaccettabili”. Le nuove tattiche di intercettazione in mare, autorizzate nel 2025 su insistenza di Londra, sono state giudicate rischiose dal punto di vista legale e potenzialmente pericolose per la vita; solo 8 delle 31 operazioni di imbarco tentate fino a fine maggio sono state completate.
Faucillon critica in particolare l’accordo “uno dentro/uno fuori” del 2025, che consente a Londra di rimandare in Francia i migranti irregolari solo se accetta un numero equivalente di richiedenti asilo, definendolo “profondamente squilibrato”. Al 11 giugno 2026 il Regno Unito aveva espulso 951 persone, accogliendone però solo 935, un dato insignificante rispetto ai flussi annuali. I rimpatriati, monitorati da SamuSocial, hanno mostrato gravi disturbi post-traumatici, con conseguente segnalazione alla procura.
Tra le 33 raccomandazioni, la commissione chiede la ratifica parlamentare di ogni futuro trattato migratorio franco-britannico, il divieto immediato di gas lacrimogeni e armi durante le operazioni sulle spiagge, l’abbandono delle intercettazioni marittime, la creazione di centri di accoglienza lungo la costa settentrionale e una via legale per il ricongiungimento familiare nel Regno Unito.
Sebbene il rapporto non abbia valore vincolante, arriva due mesi prima delle trattative sul bilancio annuale e pochi giorni dopo che Londra ha fatto intendere di volere ulteriori pattugliamenti francesi. Le aziende che movimentano personale o merci attraverso il tunnel della Manica devono aspettarsi un rinnovato dibattito politico, possibili rinegoziazioni dei finanziamenti e, nel breve termine, continui disagi ai controlli di Calais e Dunkerque.
Fonte: Le Monde (English edition)
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