
Il quotidiano polacco “Rzeczpospolita” ha rivelato il 13 luglio 2026 che Bruxelles e le capitali nazionali hanno raggiunto un accordo di massima per inasprire le regole di ingresso per chi fugge dalla guerra della Russia in Ucraina. Secondo la prossima revisione della Direttiva UE sulla Protezione Temporanea, i nuovi richiedenti dovranno presentare un certificato del governo ucraino che attesti di non essere attualmente soggetti a mobilitazione militare. Il viceministro dell’Interno polacco, il prof. Maciej Duszczyk, ha dichiarato al giornale che la stesura legislativa a Bruxelles è “quasi completa” e che la Polonia sostiene la modifica.
La misura mira a impedire che cittadini ucraini soggetti alla leva – in particolare uomini tra i 18 e i 60 anni, ma anche alcune categorie di donne con specializzazioni mediche o militari – lascino il paese solo per richiedere protezione e benefici sociali nell’UE. Secondo Eurostat, la Polonia ospita circa 960.000 ucraini con status di protezione temporanea, di cui oltre 218.000 sono uomini in età di mobilitazione. Le autorità polacche precisano che la nuova regola a livello UE si applicherà solo ai nuovi arrivi, non a chi possiede già documenti di soggiorno validi.
Per le imprese, il requisito potrebbe complicare i piani di mobilità transfrontaliera basati su trasferimenti rapidi di talenti ucraini verso siti produttivi o centri servizi in Polonia. I datori di lavoro dovranno verificare che i candidati abbiano il nuovo certificato di esenzione prima di sponsorizzare alloggi o avviare l’inserimento. I consulenti per l’immigrazione avvertono che sarà fondamentale una doppia verifica, poiché è probabile la circolazione di certificati falsi sul mercato nero.
La politica ha anche implicazioni umanitarie e geopolitiche. Kiev è sotto forte pressione per rimpolpare le sue forze armate dopo oltre quattro anni di guerra su vasta scala, mentre gli Stati membri UE affrontano la stanchezza degli elettori riguardo alla spesa per i rifugiati. Collegando lo status di protezione alle regole di mobilitazione, Bruxelles punta a bilanciare la solidarietà con l’Ucraina e le preoccupazioni politiche interne su sicurezza e impatti sul mercato del lavoro.
Praticamente, il cambiamento significa che l’ingresso senza visto non sarà più sufficiente per gli ucraini che vogliono stabilirsi in Polonia: serviranno (1) un passaporto biometrico, (2) il nuovo certificato di esenzione dalla mobilitazione e (3) la prova di alloggio entro 120 giorni dall’arrivo. Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist di mobilità e i team HR informare i recruiter in Ucraina sul nuovo standard documentale, che dovrebbe entrare in vigore a fine luglio e diventare pienamente operativo in tutta l’UE entro marzo 2027.
La misura mira a impedire che cittadini ucraini soggetti alla leva – in particolare uomini tra i 18 e i 60 anni, ma anche alcune categorie di donne con specializzazioni mediche o militari – lascino il paese solo per richiedere protezione e benefici sociali nell’UE. Secondo Eurostat, la Polonia ospita circa 960.000 ucraini con status di protezione temporanea, di cui oltre 218.000 sono uomini in età di mobilitazione. Le autorità polacche precisano che la nuova regola a livello UE si applicherà solo ai nuovi arrivi, non a chi possiede già documenti di soggiorno validi.
Per le imprese, il requisito potrebbe complicare i piani di mobilità transfrontaliera basati su trasferimenti rapidi di talenti ucraini verso siti produttivi o centri servizi in Polonia. I datori di lavoro dovranno verificare che i candidati abbiano il nuovo certificato di esenzione prima di sponsorizzare alloggi o avviare l’inserimento. I consulenti per l’immigrazione avvertono che sarà fondamentale una doppia verifica, poiché è probabile la circolazione di certificati falsi sul mercato nero.
La politica ha anche implicazioni umanitarie e geopolitiche. Kiev è sotto forte pressione per rimpolpare le sue forze armate dopo oltre quattro anni di guerra su vasta scala, mentre gli Stati membri UE affrontano la stanchezza degli elettori riguardo alla spesa per i rifugiati. Collegando lo status di protezione alle regole di mobilitazione, Bruxelles punta a bilanciare la solidarietà con l’Ucraina e le preoccupazioni politiche interne su sicurezza e impatti sul mercato del lavoro.
Praticamente, il cambiamento significa che l’ingresso senza visto non sarà più sufficiente per gli ucraini che vogliono stabilirsi in Polonia: serviranno (1) un passaporto biometrico, (2) il nuovo certificato di esenzione dalla mobilitazione e (3) la prova di alloggio entro 120 giorni dall’arrivo. Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist di mobilità e i team HR informare i recruiter in Ucraina sul nuovo standard documentale, che dovrebbe entrare in vigore a fine luglio e diventare pienamente operativo in tutta l’UE entro marzo 2027.
Fonte: Rzeczpospolita
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