
Avvisi in tempo reale sul portale ufficiale granica.gov.pl hanno confermato nella serata del 13 luglio 2026 che il traffico di frontiera rimane sospeso ai valichi stradali di Połowce e Sławatycze, al confine polacco-bielorusso. I due punti di controllo, fondamentali per il commercio locale nelle regioni di Podlaskie e Lubelskie, sono stati chiusi per la prima volta a marzo 2026, quando il governo ha ampliato una zona cuscinetto di 200 metri per scoraggiare tentativi organizzati di violare la recinzione eretta nel 2022. Attualmente, solo i valichi internazionali di Kuźnica, Terespol e Koroszczyn/Kukuryki gestiscono il flusso di passeggeri e merci. La Guardia di Frontiera segnala che il 13 luglio i tempi di attesa per i camion a Kuźnica sono stati mediamente nulli, grazie a volumi ridotti e al sistema obbligatorio di prenotazione anticipata per i TIR; le auto private hanno invece subito ritardi fino a due ore. Gli operatori di autobus che effettuano navette per lavoratori migranti bielorussi, specialmente specialisti IT e operai edili, devono deviare via Terespol, aggiungendo circa 120 chilometri e 60 euro di carburante in più per ogni viaggio di andata e ritorno. Il Ministero degli Interni polacco afferma che le chiusure hanno contribuito a una riduzione del 98% delle traversate illegali su base annua: tra gennaio e maggio 2026 sono stati registrati solo 215 tentativi, contro oltre 10.600 nello stesso periodo del 2025. Tuttavia, le associazioni imprenditoriali stanno facendo pressione per un regime di eccezioni che permetta a tecnici di servizio bielorussi autorizzati di entrare tramite Połowce per supportare macchinari installati in stabilimenti polacchi vicino a Białystok e Hajnówka. Per i responsabili della mobilità internazionale, la raccomandazione pratica è che i dipendenti stranieri che viaggiano tra Minsk e la Polonia orientale pianifichino itinerari via ferrovia Brest–Terespol o attraverso il terminal merci di Koroszczyn almeno fino al quarto trimestre 2026. I datori di lavoro devono inoltre ricordare ai viaggiatori non UE che l’ingresso attraverso valichi chiusi costituisce un reato penale, soggetto a espulsione e a un divieto di ingresso nell’area Schengen di cinque anni. Gli analisti prevedono che Varsavia legherà una eventuale riapertura alla disponibilità di Minsk a smantellare le reti di contrabbando sponsorizzate dallo Stato, condizione finora rifiutata dalla Bielorussia. Le aziende coinvolte nel corridoio sono invitate a pianificare catene di approvvigionamento alternative e a monitorare quotidianamente gli aggiornamenti tramite l’API di granica.gov.pl.
Fonte: granica.gov.pl
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