
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha pubblicato il 16 luglio una normativa definitiva che reintroduce il controverso criterio del “public charge”, che consente all'USCIS di negare la residenza permanente ai richiedenti ritenuti probabili beneficiari di assistenza pubblica. La norma, bloccata nel 2021, amplia l’elenco dei benefici considerati, includendo ora Medicaid, il Programma di Assistenza Nutrizionale Supplementare (SNAP) e i voucher abitativi, che possono determinare un esito negativo, e richiede una documentazione finanziaria dettagliata da parte di richiedenti e sponsor. Il DHS sostiene che la misura riafferma l’intento legislativo del 1882, secondo cui gli immigrati devono essere autosufficienti. Gli attivisti per i diritti degli immigrati avvertono che questa politica potrebbe scoraggiare l’accesso a programmi essenziali di salute e nutrizione per le famiglie immigrate, inclusi i bambini cittadini statunitensi, per timore di ripercussioni sulle future richieste di green card. Ospedali e operatori sanitari pubblici segnalano che l’evitamento delle cure mediche potrebbe aumentare i costi delle cure non compensate e peggiorare la sorveglianza delle malattie infettive. I team di mobilità aziendale devono considerare che anche i richiedenti sponsorizzati dal datore di lavoro (EB-1, EB-2, EB-3) non sono esenti: anche loro devono presentare dettagliate dichiarazioni sul modulo I-944 riguardanti patrimoni, debiti, punteggio di credito e competenza in inglese. Le multinazionali potrebbero dover offrire coperture sanitarie supplementari o indennità in denaro per evitare che i dipendenti ricorrano ai benefici pubblici. Gli avvocati consigliano inoltre di documentare preventivamente assicurazioni private e redditi ben superiori al 125% della soglia federale di povertà. La norma entrerà in vigore il 20 settembre 2026, lasciando a HR e ai responsabili della mobilità globale circa 60 giorni per aggiornare le checklist di onboarding e informare i dipendenti. Diversi stati e gruppi di advocacy hanno già annunciato cause legali immediate, ma salvo ingiunzioni da parte dei tribunali, le richieste di green card presentate dalla data di entrata in vigore saranno soggette al nuovo controllo. Non prevedere il carico documentale potrebbe rallentare di mesi i tempi per la residenza permanente, compromettendo la retention di talenti stranieri chiave. Le aziende dovrebbero ora fare un inventario dei casi interessati e valutare la possibilità di presentare le domande prima dell’entrata in vigore della norma, quando possibile.
Fonte: Associated Press / Reuters
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