
Nella revisione più radicale delle norme sull’immigrazione per studenti e visitatori di scambio degli ultimi decenni, il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha pubblicato un regolamento finale che elimina il periodo di ammissione a “durata di status” indefinita. A partire da 60 giorni dopo la pubblicazione della norma nel Federal Register (prevista per il 17 luglio 2026), tutti gli studenti F-1, i visitatori di scambio J-1 e i rappresentanti stranieri dei media con visto I saranno ammessi solo per un periodo limitato, legato al loro programma accademico, progetto di ricerca o incarico mediatico.
Secondo il nuovo quadro, i titolari di visto F-1 e J-1 e i loro familiari potranno rimanere autorizzati fino a quattro anni (più un periodo di grazia di 30 giorni), mentre i giornalisti con visto I saranno limitati a 240 giorni, con una riduzione a 90 giorni per i titolari di passaporto della Repubblica Popolare Cinese. Chi necessita di più tempo dovrà presentare una richiesta di proroga al Servizio per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS), sottoponendosi a rilevamenti biometrici e a una nuova verifica di conformità. Se la proroga non viene richiesta prima della scadenza indicata sul modulo I-94, la persona inizierà immediatamente ad accumulare presenza illegale, esponendosi a divieti di reingresso di tre o dieci anni.
Il DHS afferma che questa modifica chiude le scappatoie che permettevano ad alcuni studenti stranieri di rimanere negli Stati Uniti per decenni, passando da un corso di laurea all’altro o cambiando università. Le università e gli sponsor perderanno la possibilità di concedere tempo aggiuntivo semplicemente emettendo un modulo I-20 o DS-2019 aggiornato; dovranno invece certificare motivi accademici o umanitari validi per la richiesta di proroga. Anche i periodi di grazia si accorciano: la finestra post-studio per gli studenti F-1 passa da 60 a 30 giorni.
Per datori di lavoro e università, la norma preannuncia un forte aumento delle richieste di proroga, potenzialmente centinaia di migliaia all’anno, aggravando le già consistenti code dell’USCIS. Gli uffici internazionali dovranno implementare nuovi sistemi di controllo per monitorare le scadenze, avvisare studenti e ricercatori delle scadenze per le domande e prevedere budget maggiori per spese legali e tasse governative. Gli studenti che pianificano l’Optional Practical Training (OPT) potrebbero vedere le offerte di lavoro limitate da tempi più stretti o approvazioni ritardate.
Sebbene classificato come “regolamento importante”, il provvedimento potrebbe ancora essere annullato dal Congresso tramite il Congressional Review Act, ma gli osservatori ritengono improbabile questa eventualità, dato l’attuale assetto politico. Le università stanno consigliando agli studenti internazionali di verificare subito le date di scadenza, mettere in conto una possibile tassa di 470 dollari per la richiesta di proroga e prepararsi a regole più rigide per i cambi di corso e trasferimenti, soprattutto a livello post-laurea, dove i cambi saranno limitati a “circostanze eccezionali”.
Secondo il nuovo quadro, i titolari di visto F-1 e J-1 e i loro familiari potranno rimanere autorizzati fino a quattro anni (più un periodo di grazia di 30 giorni), mentre i giornalisti con visto I saranno limitati a 240 giorni, con una riduzione a 90 giorni per i titolari di passaporto della Repubblica Popolare Cinese. Chi necessita di più tempo dovrà presentare una richiesta di proroga al Servizio per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS), sottoponendosi a rilevamenti biometrici e a una nuova verifica di conformità. Se la proroga non viene richiesta prima della scadenza indicata sul modulo I-94, la persona inizierà immediatamente ad accumulare presenza illegale, esponendosi a divieti di reingresso di tre o dieci anni.
Il DHS afferma che questa modifica chiude le scappatoie che permettevano ad alcuni studenti stranieri di rimanere negli Stati Uniti per decenni, passando da un corso di laurea all’altro o cambiando università. Le università e gli sponsor perderanno la possibilità di concedere tempo aggiuntivo semplicemente emettendo un modulo I-20 o DS-2019 aggiornato; dovranno invece certificare motivi accademici o umanitari validi per la richiesta di proroga. Anche i periodi di grazia si accorciano: la finestra post-studio per gli studenti F-1 passa da 60 a 30 giorni.
Per datori di lavoro e università, la norma preannuncia un forte aumento delle richieste di proroga, potenzialmente centinaia di migliaia all’anno, aggravando le già consistenti code dell’USCIS. Gli uffici internazionali dovranno implementare nuovi sistemi di controllo per monitorare le scadenze, avvisare studenti e ricercatori delle scadenze per le domande e prevedere budget maggiori per spese legali e tasse governative. Gli studenti che pianificano l’Optional Practical Training (OPT) potrebbero vedere le offerte di lavoro limitate da tempi più stretti o approvazioni ritardate.
Sebbene classificato come “regolamento importante”, il provvedimento potrebbe ancora essere annullato dal Congresso tramite il Congressional Review Act, ma gli osservatori ritengono improbabile questa eventualità, dato l’attuale assetto politico. Le università stanno consigliando agli studenti internazionali di verificare subito le date di scadenza, mettere in conto una possibile tassa di 470 dollari per la richiesta di proroga e prepararsi a regole più rigide per i cambi di corso e trasferimenti, soprattutto a livello post-laurea, dove i cambi saranno limitati a “circostanze eccezionali”.
Fonte: Fragomen
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