
La Corte Suprema di Spagna ha silenziosamente riscritto ampie sezioni del Regolamento sull’Immigrazione 2024, emettendo il 17 luglio 2026 una sentenza storica che rivoluzionerà il modo in cui aziende, professionisti stranieri e familiari ottengono lo status legale nel paese. La decisione arriva a meno di due settimane dalla scadenza del programma straordinario di regolarizzazione di massa, che ha raccolto oltre un milione di domande da migranti irregolari.
Il verdetto di 62 pagine annulla cinque disposizioni controverse del Decreto Reale 1155/2024. Tra le novità più rilevanti c’è la fine del divieto assoluto per le agenzie di lavoro temporaneo di assumere cittadini non UE per lavori stagionali. Le società di somministrazione – dai raccoglitori di Huelva agli outsourcer tecnologici di Barcellona – potranno nuovamente sponsorizzare permessi di lavoro, eliminando quella che le associazioni di categoria avevano definito “un freno alla flessibilità del mercato del lavoro”.
Altro punto cruciale è l’insistenza della Corte sul fatto che i permessi di soggiorno non possano essere negati automaticamente in base a precedenti penali. Ora le autorità dovranno effettuare un test di proporzionalità, valutando la gravità e la recentezza del reato in relazione alla situazione familiare e ai legami con la Spagna del richiedente. Gli esperti legali sottolineano che questo eviterà alle multinazionali l’incertezza di vedere bloccati trasferimenti intra-aziendali per infrazioni minori del passato.
Anche le norme sul ricongiungimento familiare vengono allentate. La sentenza conferma che alcuni parenti di cittadini spagnoli necessiteranno ancora di visti d’ingresso, ma elimina la clausola che imponeva che tutte le disposizioni di tutela o affidamento fossero create secondo la legge spagnola. Ora saranno riconosciute anche le decisioni giudiziarie straniere, facilitando il percorso per gli espatriati che hanno adottato o affidato bambini all’estero.
Infine, la Corte ha annullato l’obbligo per molti migranti di comunicare esclusivamente tramite mezzi elettronici, una buona notizia per i richiedenti più anziani o residenti in aree con scarsa connettività.
In pratica, le aziende dovranno rivedere immediatamente i modelli di lettere di incarico e le checklist di conformità. Le domande in attesa di decisione potranno fare riferimento alla sentenza, e il Ministero dell’Inclusione dovrebbe rilasciare entro poche settimane nuovi moduli aggiornati.
Sebbene il governo possa tentare di riformulare alcune disposizioni, gli avvocati ritengono che la maggior parte delle motivazioni della Corte – in particolare sul principio di proporzionalità – rimarrà valida, avvicinando il sistema spagnolo alla giurisprudenza UE sulla libera circolazione e ai regimi favorevoli alle imprese di Portogallo e Irlanda.
Il verdetto di 62 pagine annulla cinque disposizioni controverse del Decreto Reale 1155/2024. Tra le novità più rilevanti c’è la fine del divieto assoluto per le agenzie di lavoro temporaneo di assumere cittadini non UE per lavori stagionali. Le società di somministrazione – dai raccoglitori di Huelva agli outsourcer tecnologici di Barcellona – potranno nuovamente sponsorizzare permessi di lavoro, eliminando quella che le associazioni di categoria avevano definito “un freno alla flessibilità del mercato del lavoro”.
Altro punto cruciale è l’insistenza della Corte sul fatto che i permessi di soggiorno non possano essere negati automaticamente in base a precedenti penali. Ora le autorità dovranno effettuare un test di proporzionalità, valutando la gravità e la recentezza del reato in relazione alla situazione familiare e ai legami con la Spagna del richiedente. Gli esperti legali sottolineano che questo eviterà alle multinazionali l’incertezza di vedere bloccati trasferimenti intra-aziendali per infrazioni minori del passato.
Anche le norme sul ricongiungimento familiare vengono allentate. La sentenza conferma che alcuni parenti di cittadini spagnoli necessiteranno ancora di visti d’ingresso, ma elimina la clausola che imponeva che tutte le disposizioni di tutela o affidamento fossero create secondo la legge spagnola. Ora saranno riconosciute anche le decisioni giudiziarie straniere, facilitando il percorso per gli espatriati che hanno adottato o affidato bambini all’estero.
Infine, la Corte ha annullato l’obbligo per molti migranti di comunicare esclusivamente tramite mezzi elettronici, una buona notizia per i richiedenti più anziani o residenti in aree con scarsa connettività.
In pratica, le aziende dovranno rivedere immediatamente i modelli di lettere di incarico e le checklist di conformità. Le domande in attesa di decisione potranno fare riferimento alla sentenza, e il Ministero dell’Inclusione dovrebbe rilasciare entro poche settimane nuovi moduli aggiornati.
Sebbene il governo possa tentare di riformulare alcune disposizioni, gli avvocati ritengono che la maggior parte delle motivazioni della Corte – in particolare sul principio di proporzionalità – rimarrà valida, avvicinando il sistema spagnolo alla giurisprudenza UE sulla libera circolazione e ai regimi favorevoli alle imprese di Portogallo e Irlanda.
Fonte: The Local Spain