
In una svolta politica significativa annunciata il 20 luglio, il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha finalizzato una norma che limiterà la permanenza degli studenti F-1 e J-1 negli Stati Uniti a un massimo di quattro anni consecutivi. Secondo il nuovo regolamento, che entrerà in vigore a settembre, gli studenti stranieri che necessitano di più tempo per completare i loro studi dovranno richiedere un’estensione al Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti, abbandonando il sistema “duration-of-status” in vigore da decenni. Il Segretario del DHS, Markwayne Mullin, ha definito questa modifica come la chiusura di una “scappatoia” che permetteva ad alcuni studenti di prolungare indefinitamente il loro soggiorno.
I vertici universitari e gli esperti di istruzione internazionale hanno reagito con preoccupazione, sottolineando che l’aumento della burocrazia metterà sotto pressione gli uffici di conformità dei campus e scoraggerà i talenti altamente qualificati dal scegliere gli Stati Uniti. Fanta Aw, CEO di NAFSA, ha definito la norma “il messaggio sbagliato al momento sbagliato”, in un contesto di forte competizione globale per le competenze scientifiche e tecniche. Le istituzioni che dipendono in larga misura dagli studenti internazionali a pagamento pieno, in particolare le università pubbliche più piccole, temono un ulteriore calo delle iscrizioni.
Dal punto di vista della mobilità lavorativa, la norma restringe le pipeline di ingresso nel mercato del lavoro. Molti studenti STEM passano dallo status F-1 al programma Optional Practical Training e infine allo status H-1B; limitare i periodi di studio potrebbe comprimere queste tempistiche, aumentare i costi legali per i datori di lavoro e complicare la pianificazione del personale per le aziende che reclutano direttamente dai campus. Le multinazionali potrebbero dover accelerare le decisioni sugli stage o spostare le assunzioni entry-level verso hub in paesi terzi come Canada e Regno Unito.
Il DHS sostiene che il tetto massimo migliorerà i controlli di sicurezza nazionale, imponendo revisioni periodiche delle intenzioni degli studenti. Tuttavia, i critici replicano che SEVIS, il database di monitoraggio in tempo reale già utilizzato da scuole e DHS, garantisce già un’adeguata visibilità. È probabile che si aprano contenziosi; le coalizioni dell’istruzione superiore stanno valutando se la norma violi l’Administrative Procedure Act, invertendo una politica consolidata senza adeguate giustificazioni.
Consigli pratici per datori di lavoro e studenti: prevedere almeno sei mesi di anticipo per qualsiasi programma che superi i quattro anni accademici; mettere in conto una tassa di 455 dollari per la domanda e possibili spese legali; mantenere registri accurati dei progressi accademici per supportare le richieste di estensione. Le università dovrebbero aggiornare i materiali di orientamento e designare personale dedicato a gestire i casi di estensione prima dell’inizio del semestre autunnale 2026.
I vertici universitari e gli esperti di istruzione internazionale hanno reagito con preoccupazione, sottolineando che l’aumento della burocrazia metterà sotto pressione gli uffici di conformità dei campus e scoraggerà i talenti altamente qualificati dal scegliere gli Stati Uniti. Fanta Aw, CEO di NAFSA, ha definito la norma “il messaggio sbagliato al momento sbagliato”, in un contesto di forte competizione globale per le competenze scientifiche e tecniche. Le istituzioni che dipendono in larga misura dagli studenti internazionali a pagamento pieno, in particolare le università pubbliche più piccole, temono un ulteriore calo delle iscrizioni.
Dal punto di vista della mobilità lavorativa, la norma restringe le pipeline di ingresso nel mercato del lavoro. Molti studenti STEM passano dallo status F-1 al programma Optional Practical Training e infine allo status H-1B; limitare i periodi di studio potrebbe comprimere queste tempistiche, aumentare i costi legali per i datori di lavoro e complicare la pianificazione del personale per le aziende che reclutano direttamente dai campus. Le multinazionali potrebbero dover accelerare le decisioni sugli stage o spostare le assunzioni entry-level verso hub in paesi terzi come Canada e Regno Unito.
Il DHS sostiene che il tetto massimo migliorerà i controlli di sicurezza nazionale, imponendo revisioni periodiche delle intenzioni degli studenti. Tuttavia, i critici replicano che SEVIS, il database di monitoraggio in tempo reale già utilizzato da scuole e DHS, garantisce già un’adeguata visibilità. È probabile che si aprano contenziosi; le coalizioni dell’istruzione superiore stanno valutando se la norma violi l’Administrative Procedure Act, invertendo una politica consolidata senza adeguate giustificazioni.
Consigli pratici per datori di lavoro e studenti: prevedere almeno sei mesi di anticipo per qualsiasi programma che superi i quattro anni accademici; mettere in conto una tassa di 455 dollari per la domanda e possibili spese legali; mantenere registri accurati dei progressi accademici per supportare le richieste di estensione. Le università dovrebbero aggiornare i materiali di orientamento e designare personale dedicato a gestire i casi di estensione prima dell’inizio del semestre autunnale 2026.
Fonte: WBUR (AP wire)