
La Direzione Generale per la Residenza e gli Stranieri di Dubai (GDRFA) ha pubblicato il 21 luglio nuove linee guida che chiariscono chi può usufruire del visto all’arrivo e come fare domanda tramite canali digitali. La precisazione arriva dopo un aumento delle richieste a seguito dell’ampliamento dei requisiti di idoneità avvenuto a fine giugno.
Il servizio consente ai titolari di passaporto ordinario provenienti da India, Indonesia, Vietnam, Thailandia, Filippine, Kenya e Sudafrica, residenti fuori dal proprio paese d’origine e in possesso di permessi di soggiorno validi rilasciati da USA, Regno Unito, UE, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea o Singapore, di ottenere un visto per gli Emirati Arabi Uniti all’arrivo.
Sono disponibili due opzioni: un visto di 14 giorni (172,50 AED, prorogabile una volta) e un visto di 60 giorni (422,50 AED, non prorogabile). Le domande si presentano tramite il sito web o l’app mobile della GDRFA, con approvazioni generalmente rilasciate entro 48 ore e inviate via email. I richiedenti devono caricare una foto a colori, un passaporto valido per almeno sei mesi e una scansione del permesso di soggiorno del paese terzo.
Per le aziende multinazionali, l’aggiornamento è rilevante: molti dipendenti indiani e filippini assegnati a Singapore o Londra possono ora recarsi a Dubai per lavoro su progetti senza necessità di uno sponsor pre-approvato, riducendo i tempi di attesa per visite ai clienti e turni rotativi.
Gli esperti di immigrazione avvertono però che i titolari di visto all’arrivo non possono convertire il loro status in permesso di lavoro negli Emirati; chi è impegnato in incarichi a lungo termine dovrà comunque ottenere un permesso di lavoro e la Emirates ID. I team HR devono inoltre prevedere nel budget l’assicurazione sanitaria e le eventuali sanzioni per il superamento del periodo di soggiorno autorizzato in caso di cambi di programma.
Il servizio consente ai titolari di passaporto ordinario provenienti da India, Indonesia, Vietnam, Thailandia, Filippine, Kenya e Sudafrica, residenti fuori dal proprio paese d’origine e in possesso di permessi di soggiorno validi rilasciati da USA, Regno Unito, UE, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea o Singapore, di ottenere un visto per gli Emirati Arabi Uniti all’arrivo.
Sono disponibili due opzioni: un visto di 14 giorni (172,50 AED, prorogabile una volta) e un visto di 60 giorni (422,50 AED, non prorogabile). Le domande si presentano tramite il sito web o l’app mobile della GDRFA, con approvazioni generalmente rilasciate entro 48 ore e inviate via email. I richiedenti devono caricare una foto a colori, un passaporto valido per almeno sei mesi e una scansione del permesso di soggiorno del paese terzo.
Per le aziende multinazionali, l’aggiornamento è rilevante: molti dipendenti indiani e filippini assegnati a Singapore o Londra possono ora recarsi a Dubai per lavoro su progetti senza necessità di uno sponsor pre-approvato, riducendo i tempi di attesa per visite ai clienti e turni rotativi.
Gli esperti di immigrazione avvertono però che i titolari di visto all’arrivo non possono convertire il loro status in permesso di lavoro negli Emirati; chi è impegnato in incarichi a lungo termine dovrà comunque ottenere un permesso di lavoro e la Emirates ID. I team HR devono inoltre prevedere nel budget l’assicurazione sanitaria e le eventuali sanzioni per il superamento del periodo di soggiorno autorizzato in caso di cambi di programma.
Fonte: Gulf News
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