
A tarda serata del 20 luglio, la sede elettronica della Polizia Nazionale ha silenziosamente aggiornato la sua nota guida sulla ‘Prohibición de Salida’—l’ordine amministrativo che impedisce a uno straniero di lasciare la Spagna. La pagina in inglese, aggiornata per la prima volta dal 2024, chiarisce cinque situazioni in cui il Ministero dell’Interno può imporre un divieto di uscita: procedimenti penali in corso, pene detentive non scontate, richieste di estradizione attive, malattie infettive soggette a quarantena e richieste giustificate da cittadini spagnoli i cui diritti potrebbero essere compromessi dalla partenza. L’avviso dettaglia anche le garanzie procedurali: i divieti sono avviati d’ufficio, decisi dal ministro o dai suoi delegati, e interrompono immediatamente il percorso amministrativo—il che significa che i ricorsi devono essere presentati direttamente ai tribunali amministrativo-giudiziari entro due mesi. Importante, la pagina fa riferimento alla Legge Organica 4/2000 e al Decreto Reale 1155/2024, sottolineando che i diritti di libera circolazione nell’UE non si applicano una volta che un’autorità giudiziaria ha limitato la partenza. Per i team di mobilità internazionale, la revisione va oltre la semplice manutenzione legale. I dipendenti coinvolti in contenziosi civili o dispute lavorative possono ora, in teoria, essere bloccati nella repatriation se una parte avversa sostiene che la loro uscita causerebbe un “danno irreparabile”. Gli avvocati specializzati in immigrazione raccomandano quindi di aggiungere un controllo di ‘autorizzazione all’uscita’ ai fogli di calcolo per la repatriation, soprattutto per i dirigenti che hanno acquisito la residenza fiscale spagnola. La guida codifica inoltre motivi di sicurezza sanitaria che ricordano l’era COVID-19, segnalando che la Spagna mantiene il potere di immobilizzare i viaggiatori durante future epidemie. I dipartimenti HR internazionali dovrebbero rivedere i piani di risposta alle crisi e assicurarsi che le polizze sanitarie coprano i costi di eventuali soggiorni prolungati involontari. Sebbene l’aggiornamento non sia stato accompagnato da un comunicato stampa, gli esperti prevedono che sarà citato nelle prossime riforme per allineare la Spagna al Patto UE su Migrazione e Asilo. Le aziende dovrebbero informare il personale straniero e monitorare eventuali casi pilota che emergeranno nei tribunali nazionali nel prossimo trimestre.
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