
Il Dipartimento di Stato ha annunciato la riorganizzazione più ampia dei servizi consolari in Africa degli ultimi vent’anni. A partire dal 1° agosto 2026, l’elaborazione ordinaria dei visti per immigrati e non immigrati cesserà in 25 sedi, tra cui Abuja, Antananarivo, Bamako e Windhoek, per essere trasferita a dieci grandi “hub regionali per l’elaborazione dei visti” come Accra, Nairobi e Johannesburg. Nessuna ambasciata chiuderà, ma le sedi interessate offriranno solo servizi di emergenza e assistenza limitata ai cittadini americani.
La riorganizzazione, annunciata il 24 luglio tramite un avviso legale rivolto a vettori e associazioni di categoria, mira a concentrare le competenze di valutazione e a introdurre tecnologie di screening uniformi nelle aree ad alto rischio di frode. I funzionari consolari di alto livello spiegano che questa modifica permetterà di gestire l’aumento della domanda di visti per studenti, rispettando al contempo i nuovi standard biometrici imposti dal Congresso.
Per le multinazionali statunitensi e africane, il cambiamento è rilevante: ora i datori di lavoro devono prevedere che i dipendenti viaggino a livello internazionale, talvolta attraversando confini, per raggiungere un consolato operativo, con conseguenti costi aggiuntivi per voli, alloggi e permessi di assenza. Le tariffe per i visti leggibili a macchina (MRV) pagate nelle sedi che chiuderanno devono essere utilizzate per prenotare un appuntamento entro il 31 luglio, altrimenti saranno perse, generando una corsa frenetica per i pochi slot disponibili.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di verificare immediatamente il proprio flusso di assegnazioni in Africa: i candidati con conferma di appuntamento riceveranno email dal Dipartimento di Stato con istruzioni per la riprogrammazione, ma i lavoratori con autorizzazioni di sicurezza nei settori petrolifero, minerario e delle telecomunicazioni potrebbero affrontare ritardi di settimane se scadono visite mediche o certificati penali nel frattempo.
A lungo termine, il modello degli hub potrebbe ridurre le incoerenze nelle valutazioni che da anni affliggono l’Africa. Le unità centralizzate per la prevenzione delle frodi avranno a disposizione set di dati più ampi, e i funzionari statunitensi suggeriscono che, se i progetti pilota avranno successo, il modello potrebbe essere esteso al Centro America già dal prossimo anno. I responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare le FAQ per i dipendenti e riallocare di conseguenza i budget per il supporto ai viaggi.
La riorganizzazione, annunciata il 24 luglio tramite un avviso legale rivolto a vettori e associazioni di categoria, mira a concentrare le competenze di valutazione e a introdurre tecnologie di screening uniformi nelle aree ad alto rischio di frode. I funzionari consolari di alto livello spiegano che questa modifica permetterà di gestire l’aumento della domanda di visti per studenti, rispettando al contempo i nuovi standard biometrici imposti dal Congresso.
Per le multinazionali statunitensi e africane, il cambiamento è rilevante: ora i datori di lavoro devono prevedere che i dipendenti viaggino a livello internazionale, talvolta attraversando confini, per raggiungere un consolato operativo, con conseguenti costi aggiuntivi per voli, alloggi e permessi di assenza. Le tariffe per i visti leggibili a macchina (MRV) pagate nelle sedi che chiuderanno devono essere utilizzate per prenotare un appuntamento entro il 31 luglio, altrimenti saranno perse, generando una corsa frenetica per i pochi slot disponibili.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di verificare immediatamente il proprio flusso di assegnazioni in Africa: i candidati con conferma di appuntamento riceveranno email dal Dipartimento di Stato con istruzioni per la riprogrammazione, ma i lavoratori con autorizzazioni di sicurezza nei settori petrolifero, minerario e delle telecomunicazioni potrebbero affrontare ritardi di settimane se scadono visite mediche o certificati penali nel frattempo.
A lungo termine, il modello degli hub potrebbe ridurre le incoerenze nelle valutazioni che da anni affliggono l’Africa. Le unità centralizzate per la prevenzione delle frodi avranno a disposizione set di dati più ampi, e i funzionari statunitensi suggeriscono che, se i progetti pilota avranno successo, il modello potrebbe essere esteso al Centro America già dal prossimo anno. I responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare le FAQ per i dipendenti e riallocare di conseguenza i budget per il supporto ai viaggi.
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