
Il Segretario di Stato Marco Rubio, il 23 luglio, ha annunciato una nuova politica di restrizione dei visti rivolta direttamente agli artefici delle frodi informatiche transnazionali, in particolare alle truffe di investimento su larga scala note come “pig-butchering” e ai circuiti di sextortion che prendono di mira i minori, responsabili di aver truffato gli americani per oltre 10 miliardi di dollari. Citando la Sezione 212(a)(3)(C) dell’Immigration and Nationality Act, la misura nega o revoca i visti a individui “responsabili o complici di crimini informatici”, estendendo il divieto anche ai loro familiari diretti. Questa iniziativa dà attuazione all’ordine esecutivo di marzo del Presidente Trump, che invita le agenzie a utilizzare tutti gli strumenti disponibili — sanzioni, penalità commerciali e poteri migratori — per colpire le organizzazioni di truffatori stranieri, molte delle quali operano da complessi nel Sud-est asiatico con lavoratori vittime di tratta. Il Dipartimento di Stato ha dichiarato che collaborerà con FBI e Dipartimento del Tesoro per creare liste di controllo e potrebbe estendere il divieto anche a dirigenti aziendali o funzionari locali che facilitano i centri di truffa. Per gli attori della mobilità globale, la nuova politica introduce una variabile di due diligence da considerare. Le multinazionali statunitensi che esternalizzano servizi clienti, fintech o operazioni crypto in giurisdizioni ad alto rischio potrebbero vedere i dirigenti dei fornitori o i partner IT improvvisamente rifiutati per il visto USA, complicando l’avvio di progetti o i programmi di formazione. Le aziende dovrebbero rivedere l’esposizione nella catena di fornitura, aggiornare le clausole contrattuali sulla conformità alle leggi statunitensi contro i crimini informatici e inserire domande di screening nei protocolli di invito. La politica segnala inoltre la disponibilità del Dipartimento di Stato a utilizzare i divieti di viaggio non solo per motivi di diritti umani, ma anche per minacce legate a crimini finanziari che colpiscono direttamente i consumatori americani. Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono che l’Ufficio Affari Consolari emetterà a breve linee guida nel Foreign Affairs Manual, chiarendo le soglie probatorie e le procedure di ricorso. Pur non essendo prevista la pubblicazione di una lista pubblica degli individui interessati, gli operatori si aspettano che i codici di rifiuto del visto facciano riferimento all’“inidoneità per crimini informatici”, il che potrebbe complicare le future domande per altri Paesi occidentali che condividono i dati delle liste di controllo USA.
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