
La Divisione Carpatica della Guardia di Frontiera polacca ha espulso due cittadini vietnamiti sorpresi a lavorare illegalmente durante un controllo di routine sul rispetto della normativa sul lavoro in un ristorante di Skarżysko-Kamienna il 24 luglio. Gli agenti hanno scoperto che i permessi di soggiorno degli uomini erano scaduti o segnalati per il ritiro nelle banche dati Schengen, e che nessuno dei due possedeva i permessi di lavoro richiesti dalla legge polacca sulle condizioni di impiego degli stranieri. Entrambi i lavoratori hanno ricevuto ordini di allontanamento con divieto di ingresso nell’area Schengen per 12 mesi. Il datore di lavoro è stato multato di 6.000 PLN (circa 1.350 EUR) per violazione dell’articolo 120 del Codice del Lavoro, che rende le aziende responsabili di verificare lo status migratorio prima di assumere cittadini extra-UE. Il caso evidenzia il rafforzamento dei controlli in Polonia in vista dell’implementazione completa del Sistema Digitale di Entrata/Uscita (EES) prevista per fine anno. Le unità della Guardia di Frontiera hanno intensificato le ispezioni sul campo, concentrandosi su ristorazione e edilizia, settori che impiegano oltre il 40% dei lavoratori extra-UE in Polonia. I dipartimenti HR multinazionali sono stati invitati a verificare la corretta gestione interna dei documenti, poiché gli ispettori ora incrociano in tempo reale i dati di soggiorno con i registri europei. Per i lavoratori vietnamiti e i loro sponsor polacchi, l’episodio rappresenta un monito: sebbene la Polonia abbia semplificato le procedure per i visti di tipo D per mercati prioritari come IT e ingegneria, ogni ritardo nel rinnovo può comportare l’espulsione immediata e la perdita della libertà di circolazione nell’area Schengen. I datori di lavoro di cittadini di paesi terzi sono inoltre ricordati che il lavoro da remoto all’interno della Polonia richiede comunque autorizzazioni specifiche, salvo eccezioni previste da trattati. Gli esperti legali prevedono che un numero crescente di medie imprese affiderà la conformità migratoria a fornitori specializzati, vista la crescita di sanzioni e rischi reputazionali. La Guardia di Frontiera ha inoltre anticipato ispezioni settoriali in vista del periodo natalizio, tradizionalmente il più intenso per il settore dell’ospitalità.