
Il 27 luglio 2026 la Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni della Commissione Europea ha pubblicato nuove linee guida sulle esenzioni dal Sistema di Entrata/Uscita (EES), il database biometrico alle frontiere esterne Schengen operativo dal 10 aprile 2026. La nota risponde ai crescenti dubbi di vettori e autorità aeroportuali, incluso l’Aeroporto di Bruxelles, su quali viaggiatori debbano fornire impronte digitali e immagini facciali al passaggio della frontiera esterna Schengen.
Punti chiave: i titolari di visti di lungo soggiorno (tipo D) o permessi di soggiorno rilasciati da uno Stato Schengen restano esclusi dall’EES, così come i familiari di cittadini UE/SEE/Svizzera in possesso di carta di soggiorno. Sono inoltre esclusi i cittadini di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano. Tutti gli altri – circa 180 milioni di visitatori a breve termine all’anno – continuano a fornire dati biometrici ad ogni ingresso e uscita.
Per il Belgio questa precisazione è fondamentale. Da aprile l’Aeroporto di Bruxelles ha gestito oltre 5 milioni di passeggeri extra-UE, segnalando code sporadiche al Molo B quando gli agenti di frontiera dovevano decidere l’esenzione sul momento. La nuova lista consente alla Polizia Federale di attivare una “corsia verde” automatizzata per i titolari di permesso di soggiorno, risparmiando 15-20 secondi a passeggero. Anche i terminal Eurostar di Bruxelles-Midi aggiorneranno il software dei varchi elettronici prima del picco di fine agosto.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i viaggiatori d’affari con visti belgi tipo D che possono utilizzare le corsie manuali per evitare la raccolta biometrica non necessaria, ma devono comunque portare con sé il permesso fisico. Nel frattempo, i familiari in attesa della carta di soggiorno belga continueranno a essere registrati nell’EES ad ogni ingresso o uscita da Schengen, con possibile generazione di allarmi per soggiorno irregolare se i passaporti non vengono timbrati correttamente.
Le compagnie aeree hanno accolto con favore la chiarezza, ma avvertono che i sistemi di check-in devono essere riprogrammati per trasmettere in anticipo le categorie di esenzione alla polizia di frontiera belga (messaggi API/PNR). La mancata corrispondenza dello status EES può ancora comportare multe fino a 3.000 euro per passeggero mal classificato, secondo la normativa belga.
Punti chiave: i titolari di visti di lungo soggiorno (tipo D) o permessi di soggiorno rilasciati da uno Stato Schengen restano esclusi dall’EES, così come i familiari di cittadini UE/SEE/Svizzera in possesso di carta di soggiorno. Sono inoltre esclusi i cittadini di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano. Tutti gli altri – circa 180 milioni di visitatori a breve termine all’anno – continuano a fornire dati biometrici ad ogni ingresso e uscita.
Per il Belgio questa precisazione è fondamentale. Da aprile l’Aeroporto di Bruxelles ha gestito oltre 5 milioni di passeggeri extra-UE, segnalando code sporadiche al Molo B quando gli agenti di frontiera dovevano decidere l’esenzione sul momento. La nuova lista consente alla Polizia Federale di attivare una “corsia verde” automatizzata per i titolari di permesso di soggiorno, risparmiando 15-20 secondi a passeggero. Anche i terminal Eurostar di Bruxelles-Midi aggiorneranno il software dei varchi elettronici prima del picco di fine agosto.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i viaggiatori d’affari con visti belgi tipo D che possono utilizzare le corsie manuali per evitare la raccolta biometrica non necessaria, ma devono comunque portare con sé il permesso fisico. Nel frattempo, i familiari in attesa della carta di soggiorno belga continueranno a essere registrati nell’EES ad ogni ingresso o uscita da Schengen, con possibile generazione di allarmi per soggiorno irregolare se i passaporti non vengono timbrati correttamente.
Le compagnie aeree hanno accolto con favore la chiarezza, ma avvertono che i sistemi di check-in devono essere riprogrammati per trasmettere in anticipo le categorie di esenzione alla polizia di frontiera belga (messaggi API/PNR). La mancata corrispondenza dello status EES può ancora comportare multe fino a 3.000 euro per passeggero mal classificato, secondo la normativa belga.
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