
L'Ufficio Immigrazione del Belgio (IBZ) ha confermato il 27 luglio 2026 che una riforma a lungo attesa delle norme del 1981 che regolano i lavoratori transfrontalieri entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale belga, prevista per i primi di agosto. La modifica riguarda decine di migliaia di dipendenti che vivono nei Paesi confinanti ma si recano quotidianamente o settimanalmente a lavorare in Belgio, soprattutto a Bruxelles e nelle province di confine.
Secondo il regime attuale, i lavoratori transfrontalieri provenienti da Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi possono entrare in Belgio con un documento *Allegato 15* rilasciato dai comuni locali. L’IBZ sottolinea che questi permessi cartacei “non riflettono più la realtà” della mobilità lavorativa moderna, caratterizzata da lavoro a distanza, orari ibridi e sedi multiple, che sfumano la definizione tradizionale di lavoratore di frontiera.
Il nuovo quadro introduce criteri di residenza più chiari, controlli più rigorosi sul reale status transfrontaliero e un allineamento con la giurisprudenza UE sulla libera circolazione. Una misura transitoria chiave è un periodo di tolleranza di 12 mesi: i titolari di un valido Allegato 15 provenienti dai quattro Paesi confinanti UE avranno tempo fino ad agosto 2027 per adeguarsi al nuovo status o, se necessario, richiedere un Permesso Unico qualora trascorrano più della metà del loro tempo lavorativo in Belgio.
I residenti britannici, invece, perderanno completamente l’accesso all’Allegato 15; l’IBZ “consiglia vivamente” di richiedere al più presto un visto di lunga durata *D* presso l’Ambasciata belga a Londra, a conferma che le disposizioni transitorie post-Brexit stanno per terminare.
Per i datori di lavoro, la riforma rappresenta sia un’opportunità sia una sfida di conformità. I reparti HR dovranno verificare le popolazioni in busta paga, adattare i sistemi di rilevazione presenze per dimostrare i luoghi fisici di lavoro e prevedere possibili cambiamenti nella contribuzione sociale se i pendolari superano le soglie UE per il distacco. Le multinazionali con sede a Bruxelles segnalano che fino al 15% della loro forza lavoro risiede oltre confine, rendendo i prossimi 12 mesi un periodo cruciale per regolarizzare la documentazione.
Il mancato adeguamento potrebbe esporre le aziende a sanzioni a partire da 2.400 euro per lavoratore, secondo il Codice Penale Sociale belga.
Praticamente, i dipendenti dovrebbero verificare le proprie abitudini di pendolarismo, conservare prove come ricevute di carburante o biglietti del treno e prenotare per tempo appuntamenti nei comuni, dato che quelli di Liegi e Arlon segnalano già un aumento delle richieste.
Si invita inoltre i datori di lavoro ad aggiornare i manuali sull’immigrazione e a informare il personale tramite webinar mirati prima dell’entrata in vigore ad agosto. L’IBZ ha promesso una FAQ online e un helpdesk email dedicato, ma gli operatori si aspettano ulteriori chiarimenti nelle circolari attuative che seguiranno la pubblicazione in Gazzetta.
Secondo il regime attuale, i lavoratori transfrontalieri provenienti da Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi possono entrare in Belgio con un documento *Allegato 15* rilasciato dai comuni locali. L’IBZ sottolinea che questi permessi cartacei “non riflettono più la realtà” della mobilità lavorativa moderna, caratterizzata da lavoro a distanza, orari ibridi e sedi multiple, che sfumano la definizione tradizionale di lavoratore di frontiera.
Il nuovo quadro introduce criteri di residenza più chiari, controlli più rigorosi sul reale status transfrontaliero e un allineamento con la giurisprudenza UE sulla libera circolazione. Una misura transitoria chiave è un periodo di tolleranza di 12 mesi: i titolari di un valido Allegato 15 provenienti dai quattro Paesi confinanti UE avranno tempo fino ad agosto 2027 per adeguarsi al nuovo status o, se necessario, richiedere un Permesso Unico qualora trascorrano più della metà del loro tempo lavorativo in Belgio.
I residenti britannici, invece, perderanno completamente l’accesso all’Allegato 15; l’IBZ “consiglia vivamente” di richiedere al più presto un visto di lunga durata *D* presso l’Ambasciata belga a Londra, a conferma che le disposizioni transitorie post-Brexit stanno per terminare.
Per i datori di lavoro, la riforma rappresenta sia un’opportunità sia una sfida di conformità. I reparti HR dovranno verificare le popolazioni in busta paga, adattare i sistemi di rilevazione presenze per dimostrare i luoghi fisici di lavoro e prevedere possibili cambiamenti nella contribuzione sociale se i pendolari superano le soglie UE per il distacco. Le multinazionali con sede a Bruxelles segnalano che fino al 15% della loro forza lavoro risiede oltre confine, rendendo i prossimi 12 mesi un periodo cruciale per regolarizzare la documentazione.
Il mancato adeguamento potrebbe esporre le aziende a sanzioni a partire da 2.400 euro per lavoratore, secondo il Codice Penale Sociale belga.
Praticamente, i dipendenti dovrebbero verificare le proprie abitudini di pendolarismo, conservare prove come ricevute di carburante o biglietti del treno e prenotare per tempo appuntamenti nei comuni, dato che quelli di Liegi e Arlon segnalano già un aumento delle richieste.
Si invita inoltre i datori di lavoro ad aggiornare i manuali sull’immigrazione e a informare il personale tramite webinar mirati prima dell’entrata in vigore ad agosto. L’IBZ ha promesso una FAQ online e un helpdesk email dedicato, ma gli operatori si aspettano ulteriori chiarimenti nelle circolari attuative che seguiranno la pubblicazione in Gazzetta.
Fonte: Immigration Office (IBZ)
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Belgio.Di più da Belgio
Visualizza tutto
Il Consolato Belga in Canada Aggiorna le Linee Guida e le Tariffe per il Visto di Lunga Permanenza (D)
Il Belgio riforma le norme per i lavoratori transfrontalieri in vista della scadenza di agosto