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Il Sistema di Ingresso/Uscita dell'UE raggiunge il primo traguardo dei 100 giorni mentre vengono chiarite le esenzioni

lug 28, 2026
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Il Sistema di Ingresso/Uscita dell'UE raggiunge il primo traguardo dei 100 giorni mentre vengono chiarite le esenzioni
Le aziende belghe che regolarmente trasferiscono personale non appartenente all’UE dentro e fuori dal paese devono prepararsi a una nuova realtà nei controlli alle frontiere quando i dipendenti arriveranno a Bruxelles in aereo o attraverseranno il porto di Anversa in auto. La Commissione Europea ha confermato il 27 luglio che il Sistema di Entrata/Uscita Schengen (EES) è pienamente operativo da oltre 100 giorni e ha già registrato più di 145 milioni di movimenti alle frontiere esterne del blocco.

Il sistema biometrico registra automaticamente i dati del passaporto, le impronte digitali e l’immagine facciale di ogni cittadino di paesi terzi con soggiorno breve, calcolando quanti giorni restano del limite di 90 giorni su 180 previsto da Schengen. Sebbene la tecnologia sia pensata per velocizzare i controlli ed eliminare i timbri sul passaporto, molti responsabili della mobilità internazionale hanno faticato a capire chi sia effettivamente soggetto al sistema.

Oggi Bruxelles ha pubblicato una lista chiara di esenzioni: i titolari di passaporti UE, SEE o svizzeri, i residenti e i possessori di visti di lungo soggiorno (inclusi i titolari di visto D belga), e i familiari di cittadini UE con carta di soggiorno non saranno registrati nell’EES.

Il Sistema di Ingresso/Uscita dell'UE raggiunge il primo traguardo dei 100 giorni mentre vengono chiarite le esenzioni


Per le multinazionali con sede in Belgio questa precisazione è importante. I trasferimenti interaziendali con permessi unici o Blue Card UE resteranno fuori dal database, quindi i team HR non dovranno preoccuparsi di avvisi di “soggiorno oltre il limite” per queste categorie. Al contrario, i visitatori d’affari con passaporti esenti da visto – per esempio ingegneri statunitensi in Belgio per un’installazione di tre settimane – saranno completamente tracciati.

Le aziende devono quindi contare con attenzione ogni giorno trascorso in area Schengen; superati i 90 giorni, il rientro sarà negato, indipendentemente dallo status di autorizzazione al lavoro in Belgio.

Consiglio pratico: suggerite ai dipendenti di prevedere tempi extra al primo ingresso, poiché la registrazione biometrica può richiedere diversi minuti. Fino all’installazione dei varchi elettronici a Bruxelles e Charleroi, i controlli manuali rimarranno la norma, con possibili code più lunghe nei periodi di punta. Le organizzazioni dovrebbero tenere conto di questo nei programmi di viaggio e, quando possibile, combinare i viaggi per restare sotto la soglia dei 90 giorni.
Fonte: European Commission – DG Migration & Home Affairs

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