
Il Dipartimento degli Affari Interni ha aggiornato discretamente le sue linee guida pubbliche, confermando che la Direttiva Ministeriale 119 – approvata a fine luglio – è ora pienamente operativa. La Direttiva riorganizza l’ordine con cui gli operatori valutano le candidature e le domande di visto nei principali flussi di migrazione qualificata in Australia, inclusi il visto temporaneo per carenza di competenze Subclass 482 (ora denominato “Skills-in-Demand”), i visti permanenti sponsorizzati dal datore di lavoro Subclass 186/187 e le categorie a punti Subclass 189/190/491/494.
La modifica più significativa è la netta separazione tra candidati già presenti in Australia e quelli all’estero. Per la prima volta, la posizione al momento della presentazione della domanda diventa un fattore decisivo: le domande presentate da persone già in Australia hanno ora priorità su quelle dall’estero, indipendentemente dalla professione, salvo che si tratti di ruoli nella difesa o nelle forze dell’ordine. Questo ribalta la tradizionale logica “chi prima arriva, meglio alloggia” ed è pensato per smaltire un arretrato stimato di sei mesi di lavoratori qualificati già in loco, i cui visti ponte scadranno durante il periodo delle vacanze estive.
La Direttiva 119 suddivide inoltre le professioni in cinque grandi categorie. In cima ci sono i ruoli legati alla difesa e alla sicurezza nazionale, seguiti da professionisti dell’edilizia, della sanità e dell’insegnamento presenti in Australia – settori individuati dal Governo Albanese come punti critici nel comunicato del Summit su Lavoro e Competenze di aprile. I programmi per imprenditori, come il flusso Subclass 888 per investitori, restano in fondo alla lista, in linea con la promessa del Labor di puntare su competenze “a valore aggiunto” piuttosto che su flussi di capitale passivi.
Per i datori di lavoro, l’impatto immediato è un percorso più rapido per trattenere personale già impiegato in Australia con visti ponte o di formazione. Gli agenti di migrazione segnalano che le richieste di nomina presentate la scorsa settimana per ingegneri on-shore sono già in fase di “valutazione iniziale”, mentre pratiche simili dall’estero presentate ad aprile sono ancora in attesa di assegnazione. Le aziende che reclutano talenti dall’estero devono invece prepararsi a tempi più lunghi e prevedere maggiore flessibilità nelle date di inizio progetto.
I potenziali migranti sono invitati a rivedere attentamente i propri piani di viaggio. Trasferirsi in Australia per presentare una domanda può essere vantaggioso, ma solo se si possiede – o si può ottenere – un visto sostanziale che consenta pieni diritti lavorativi; altrimenti, il periodo di attesa con il visto ponte potrebbe annullare qualsiasi vantaggio in termini di priorità. Il Dipartimento raccomanda di utilizzare il kit “Controlla Due Volte, Invia Una Volta” per assicurarsi che le domande siano pronte per la decisione e avverte che documenti sanitari o di carattere incompleti saranno comunque retrocessi in fondo alla lista, nonostante la nuova gerarchia.
La modifica più significativa è la netta separazione tra candidati già presenti in Australia e quelli all’estero. Per la prima volta, la posizione al momento della presentazione della domanda diventa un fattore decisivo: le domande presentate da persone già in Australia hanno ora priorità su quelle dall’estero, indipendentemente dalla professione, salvo che si tratti di ruoli nella difesa o nelle forze dell’ordine. Questo ribalta la tradizionale logica “chi prima arriva, meglio alloggia” ed è pensato per smaltire un arretrato stimato di sei mesi di lavoratori qualificati già in loco, i cui visti ponte scadranno durante il periodo delle vacanze estive.
La Direttiva 119 suddivide inoltre le professioni in cinque grandi categorie. In cima ci sono i ruoli legati alla difesa e alla sicurezza nazionale, seguiti da professionisti dell’edilizia, della sanità e dell’insegnamento presenti in Australia – settori individuati dal Governo Albanese come punti critici nel comunicato del Summit su Lavoro e Competenze di aprile. I programmi per imprenditori, come il flusso Subclass 888 per investitori, restano in fondo alla lista, in linea con la promessa del Labor di puntare su competenze “a valore aggiunto” piuttosto che su flussi di capitale passivi.
Per i datori di lavoro, l’impatto immediato è un percorso più rapido per trattenere personale già impiegato in Australia con visti ponte o di formazione. Gli agenti di migrazione segnalano che le richieste di nomina presentate la scorsa settimana per ingegneri on-shore sono già in fase di “valutazione iniziale”, mentre pratiche simili dall’estero presentate ad aprile sono ancora in attesa di assegnazione. Le aziende che reclutano talenti dall’estero devono invece prepararsi a tempi più lunghi e prevedere maggiore flessibilità nelle date di inizio progetto.
I potenziali migranti sono invitati a rivedere attentamente i propri piani di viaggio. Trasferirsi in Australia per presentare una domanda può essere vantaggioso, ma solo se si possiede – o si può ottenere – un visto sostanziale che consenta pieni diritti lavorativi; altrimenti, il periodo di attesa con il visto ponte potrebbe annullare qualsiasi vantaggio in termini di priorità. Il Dipartimento raccomanda di utilizzare il kit “Controlla Due Volte, Invia Una Volta” per assicurarsi che le domande siano pronte per la decisione e avverte che documenti sanitari o di carattere incompleti saranno comunque retrocessi in fondo alla lista, nonostante la nuova gerarchia.
Fonte: Department of Home Affairs
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