
Il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese ha pubblicato discretamente un nuovo insieme di regolamenti amministrativi che disciplinano l’uscita dei cittadini cinesi e l’ingresso dei cittadini stranieri. Secondo il testo diffuso online a fine 31 luglio 2026, il “Regolamento sulla Gestione delle Uscite e degli Ingressi (2026)” entrerà in vigore il 15 settembre 2026, sostituendo diversi avvisi dipartimentali sparsi che hanno guidato le pratiche dalla riapertura post-pandemica del 2023.
Il regolamento, composto da 19 articoli, chiarisce in un unico documento i motivi per cui le autorità possono negare l’uscita ai cittadini cinesi o l’ingresso agli stranieri. Per i cittadini cinesi, il viaggio all’estero può essere vietato per ragioni che vanno dalle indagini sulla sicurezza nazionale al mancato pagamento di debiti civili; le nuove norme introducono inoltre la possibilità per gli ispettori di frontiera di bloccare le partenze considerate una minaccia per “gli interessi nazionali in settori sensibili”.
Per i viaggiatori stranieri, il regolamento formalizza un divieto di ingresso di cinque anni per chi presenta documenti di visto falsificati, ostacola le procedure di controllo alle frontiere o è inserito nelle liste cinesi di sanzioni o di “entità non affidabili”. Viene inoltre conferito agli agenti di immigrazione il potere di ispezionare sul posto dispositivi elettronici in caso di “ragionevoli sospetti” di violazioni della sicurezza nazionale o della salute pubblica.
Dal punto di vista pratico, la novità più rilevante per multinazionali e responsabili della mobilità globale è la codifica di un periodo discrezionale di “raffreddamento” di 30 giorni per gli stranieri sorpresi a lavorare da remoto in Cina senza il permesso di lavoro Z appropriato. Secondo il nuovo Articolo 12, tali persone potranno richiedere una conversione una tantum del permesso di soggiorno mentre regolarizzano l’autorizzazione lavorativa o organizzano la partenza; i recidivi saranno soggetti a un ordine obbligatorio di uscita e a un divieto di rientro pluriennale. I dipartimenti HR dovrebbero quindi verificare lo status dei visti degli assegnati che dividono il tempo tra uffici esteri e clienti nel continente.
Il regolamento rafforza anche i controlli documentali per il personale “frequentemente in uscita e ingresso”, categoria che include esplicitamente dirigenti che viaggiano tra Hong Kong, Macao e la vicina Guangdong. I viaggiatori di questo gruppo dovranno portare con sé la prova dello scopo commerciale – come inviti a riunioni o certificati di registrazione commerciale – ogni volta che attraversano la frontiera.
Sebbene l’Amministrazione Nazionale dell’Immigrazione (NIA) assicuri che le procedure rimarranno “paperless ove possibile”, le aziende devono aspettarsi code più lunghe nelle prime settimane di applicazione. Infine, il regolamento indica che sono in arrivo linee guida attuative più dettagliate. La NIA ha aperto una consultazione pubblica di 30 giorni (dal 1 al 30 agosto) e annuncia la pubblicazione di FAQ su come le nuove regole interagiranno con i programmi di esenzione dal visto esistenti, come lo schema di 30 giorni per Hainan e la politica di transito senza visto di 240 ore.
I responsabili della mobilità, in particolare quelli che utilizzano modelli di rotazione a breve termine, dovrebbero monitorare attentamente questi chiarimenti e aggiornare le checklist di conformità pre-viaggio prima di metà settembre.
Il regolamento, composto da 19 articoli, chiarisce in un unico documento i motivi per cui le autorità possono negare l’uscita ai cittadini cinesi o l’ingresso agli stranieri. Per i cittadini cinesi, il viaggio all’estero può essere vietato per ragioni che vanno dalle indagini sulla sicurezza nazionale al mancato pagamento di debiti civili; le nuove norme introducono inoltre la possibilità per gli ispettori di frontiera di bloccare le partenze considerate una minaccia per “gli interessi nazionali in settori sensibili”.
Per i viaggiatori stranieri, il regolamento formalizza un divieto di ingresso di cinque anni per chi presenta documenti di visto falsificati, ostacola le procedure di controllo alle frontiere o è inserito nelle liste cinesi di sanzioni o di “entità non affidabili”. Viene inoltre conferito agli agenti di immigrazione il potere di ispezionare sul posto dispositivi elettronici in caso di “ragionevoli sospetti” di violazioni della sicurezza nazionale o della salute pubblica.
Dal punto di vista pratico, la novità più rilevante per multinazionali e responsabili della mobilità globale è la codifica di un periodo discrezionale di “raffreddamento” di 30 giorni per gli stranieri sorpresi a lavorare da remoto in Cina senza il permesso di lavoro Z appropriato. Secondo il nuovo Articolo 12, tali persone potranno richiedere una conversione una tantum del permesso di soggiorno mentre regolarizzano l’autorizzazione lavorativa o organizzano la partenza; i recidivi saranno soggetti a un ordine obbligatorio di uscita e a un divieto di rientro pluriennale. I dipartimenti HR dovrebbero quindi verificare lo status dei visti degli assegnati che dividono il tempo tra uffici esteri e clienti nel continente.
Il regolamento rafforza anche i controlli documentali per il personale “frequentemente in uscita e ingresso”, categoria che include esplicitamente dirigenti che viaggiano tra Hong Kong, Macao e la vicina Guangdong. I viaggiatori di questo gruppo dovranno portare con sé la prova dello scopo commerciale – come inviti a riunioni o certificati di registrazione commerciale – ogni volta che attraversano la frontiera.
Sebbene l’Amministrazione Nazionale dell’Immigrazione (NIA) assicuri che le procedure rimarranno “paperless ove possibile”, le aziende devono aspettarsi code più lunghe nelle prime settimane di applicazione. Infine, il regolamento indica che sono in arrivo linee guida attuative più dettagliate. La NIA ha aperto una consultazione pubblica di 30 giorni (dal 1 al 30 agosto) e annuncia la pubblicazione di FAQ su come le nuove regole interagiranno con i programmi di esenzione dal visto esistenti, come lo schema di 30 giorni per Hainan e la politica di transito senza visto di 240 ore.
I responsabili della mobilità, in particolare quelli che utilizzano modelli di rotazione a breve termine, dovrebbero monitorare attentamente questi chiarimenti e aggiornare le checklist di conformità pre-viaggio prima di metà settembre.
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