
Solo tre giorni dopo l’installazione di una barriera galleggiante di 500 metri davanti a Ceuta, il Ministero dell’Interno spagnolo ha autorizzato discretamente le unità di polizia e Guardia Civil a effettuare immediati respingimenti a terra dei migranti che tentano di nuotare oltre l’ostacolo, segnalando inoltre che una barriera simile sarà presto ancorata davanti a Melilla. L’istruzione, firmata dalla Segretaria di Stato per la Sicurezza Aina Calvo e visionata da El País, estende le cosiddette “devoluciones en caliente” agli altri territori spagnoli in Nord Africa, nonostante una sentenza della Corte Suprema di luglio avesse limitato questa pratica in mare. L’ordine fornisce “certezza legale” agli agenti, scrive Calvo, sostenendo che il mare può essere un confine naturale ma non costituisce di per sé “l’elemento di contenimento frontaliere” richiesto dalla legge per giustificare i respingimenti sommari. Segnando fisicamente il confine marittimo, il ministero punta a far coincidere la prassi con la giurisprudenza. Per i team di mobilità globale, la politica ha diverse implicazioni. Innanzitutto, la decisione sottolinea la determinazione di Madrid a scoraggiare gli arrivi irregolari dopo che oltre 50.000 migranti sono entrati a Ceuta il 30 luglio, suscitando dure critiche da 22 capitali europee. In secondo luogo, l’estensione dei controlli rigorosi a Melilla — punto chiave per il traffico merci su strada e i lavoratori stagionali — potrebbe interrompere il traffico legittimo con il vicino Marocco durante i lavori in corso. Le ONG per i diritti umani hanno già condannato la mossa come “cosmetica” e avvertono che i respingimenti forzati in mare potrebbero esporre la Spagna a contenziosi presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel frattempo, il sindacato di polizia JUPOL afferma che l’ordine non affronta la cronica carenza di personale. Le aziende con personale in transito negli enclavi devono aspettarsi controlli documentali più rigorosi sulle strade di servizio e possibili rallentamenti del traffico con l’avvio dei lavori marittimi.
Fonte: El País
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