
Il Brasile ha compiuto un ulteriore passo decisivo nella digitalizzazione dei suoi servizi consolari. Una nuova normativa entrata in vigore questo mese consente di presentare e gestire completamente online tutte le domande di visto temporaneo (categorie VITEM) tramite il Sistema Consolare Integrato (SCI). Secondo un rapporto pubblicato il 18 settembre dalla testata diaspora Spot Brazil Radio, i richiedenti possono ora caricare direttamente sulla piattaforma le pagine biometriche, le lettere di invito, i certificati di polizia e altri documenti di supporto, ricevendo via e-mail la notifica elettronica di concessione del visto. La consegna fisica del passaporto è richiesta solo nella fase finale del timbro, riducendo così i costi di spedizione e i tempi di attesa per le aziende che trasferiscono talenti in Brasile.
Questa innovazione segue una serie di programmi pilota avviati dal ministero degli Esteri nel 2025 e risponde ai lunghi arretrati consolari che avevano creato difficoltà ai datori di lavoro multinazionali durante la ripresa post-pandemica. I funzionari consolari hanno dichiarato ai media locali che il tempo medio di elaborazione per i visti di autorizzazione al lavoro è già sceso da 15 a 7 giorni lavorativi, e che il portale SCI è in grado di gestire 20.000 sessioni contemporanee senza degrado del servizio.
Il ministero ha inoltre annunciato che nel prossimo trimestre sarà introdotto il pagamento online in più valute, una richiesta a lungo attesa dai responsabili della mobilità aziendale. Per le aziende che inviano personale in Brasile, il vantaggio principale è la prevedibilità: i team HR possono monitorare lo stato delle pratiche in tempo reale e correggere eventuali problemi documentali prima che un funzionario esamini il fascicolo. I lavoratori stranieri possono anche iniziare prima la registrazione del CPF (codice fiscale), poiché la conferma digitale del visto è riconosciuta dai sistemi della Receita Federal.
Gli esperti di immigrazione raccomandano tuttavia di prevedere ancora tempi di attesa per la registrazione obbligatoria presso la Polizia Federale una volta arrivati, dato che gli appuntamenti a São Paulo e Rio de Janeiro restano limitati. Questa iniziativa colloca il Brasile al pari di paesi regionali come Cile e Argentina, che già rilasciano la maggior parte dei visti di lunga durata in formato elettronico. Potrebbe inoltre aprire la strada a un’eventuale estensione del popolare programma e-Visa brasiliano, attualmente riservato ai viaggiatori a breve termine provenienti da Australia, Canada e Stati Uniti.
Per ora, i professionisti della mobilità accolgono con favore ogni misura che riduca la burocrazia e le visite consolari nella più grande economia dell’America Latina.
Questa innovazione segue una serie di programmi pilota avviati dal ministero degli Esteri nel 2025 e risponde ai lunghi arretrati consolari che avevano creato difficoltà ai datori di lavoro multinazionali durante la ripresa post-pandemica. I funzionari consolari hanno dichiarato ai media locali che il tempo medio di elaborazione per i visti di autorizzazione al lavoro è già sceso da 15 a 7 giorni lavorativi, e che il portale SCI è in grado di gestire 20.000 sessioni contemporanee senza degrado del servizio.
Il ministero ha inoltre annunciato che nel prossimo trimestre sarà introdotto il pagamento online in più valute, una richiesta a lungo attesa dai responsabili della mobilità aziendale. Per le aziende che inviano personale in Brasile, il vantaggio principale è la prevedibilità: i team HR possono monitorare lo stato delle pratiche in tempo reale e correggere eventuali problemi documentali prima che un funzionario esamini il fascicolo. I lavoratori stranieri possono anche iniziare prima la registrazione del CPF (codice fiscale), poiché la conferma digitale del visto è riconosciuta dai sistemi della Receita Federal.
Gli esperti di immigrazione raccomandano tuttavia di prevedere ancora tempi di attesa per la registrazione obbligatoria presso la Polizia Federale una volta arrivati, dato che gli appuntamenti a São Paulo e Rio de Janeiro restano limitati. Questa iniziativa colloca il Brasile al pari di paesi regionali come Cile e Argentina, che già rilasciano la maggior parte dei visti di lunga durata in formato elettronico. Potrebbe inoltre aprire la strada a un’eventuale estensione del popolare programma e-Visa brasiliano, attualmente riservato ai viaggiatori a breve termine provenienti da Australia, Canada e Stati Uniti.
Per ora, i professionisti della mobilità accolgono con favore ogni misura che riduca la burocrazia e le visite consolari nella più grande economia dell’America Latina.
Fonte: Spot Brazil Radio
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