
Hong Kong raddoppia gli sforzi per attrarre talenti e investimenti dall’estero. Il 24 settembre 2026, il Dipartimento Immigrazione ha annunciato che, a partire dal 1° ottobre, estenderà il Programma di Facilitazione per Persone Invitate (IF Scheme) oltre l’ASEAN, includendo 11 nuovi paesi in Asia Centrale e Medio Oriente. I cittadini di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti potranno ora entrare a Hong Kong senza visto per un massimo di 14 giorni, previa invito formale da parte di un ufficio o dipartimento di Hong Kong.
Parallelamente, viene potenziato il popolare Programma di Facilitazione per Visitatori che Partecipano ad Attività a Breve Termine in Settori Designati (STV Scheme). Una nuova categoria dedicata al welfare sociale si aggiunge alle 17 già esistenti, mentre il numero di organizzazioni ospitanti autorizzate sale a quasi 500, tra finanza, istruzione superiore e grandi eventi. I partecipanti potranno svolgere attività retribuite pre-approvate per due settimane per viaggio, offrendo alle aziende un canale rapido per far arrivare ricercatori, relatori, artisti e atleti senza l’onere amministrativo del visto di lavoro.
Le autorità sottolineano che queste iniziative rispondono a una “forte domanda di mercato” emersa dal lancio pilota nel 2022, che ha già permesso oltre 56.000 visite per lavoro a breve termine. Inoltre, si allineano alla strategia del Capo Esecutivo John Lee di posizionare Hong Kong come super-connessione tra la Cina e i mercati emergenti della Belt and Road Initiative. Sfruttando economie in rapida crescita in Asia Centrale e nel Golfo, Hong Kong amplia il proprio bacino commerciale proprio mentre molte aziende diversificano catene di approvvigionamento e flussi di capitale lontano dai tradizionali hub occidentali.
Per le multinazionali con sedi regionali in città, l’espansione offre vantaggi concreti: una start-up di food-tech del Golfo potrà inviare ingegneri per allestire cucine dimostrative durante fiere; una fintech kazaka potrà far arrivare dirigenti per roadshow con investitori; le università locali potranno ospitare studiosi di lavoro sociale per corsi intensivi in co-docenza. I team HR sono invitati ad aggiornare le policy di viaggio e coordinarsi con gli organizzatori per assicurare che le lettere di invito contengano la formulazione esatta richiesta dal Dipartimento Immigrazione.
Fondamentale è che le nuove disposizioni non sostituiscano la manodopera locale. Rimangono in vigore controlli interni, compresa una piattaforma elettronica unica che registra ogni invito, e i viaggiatori devono comunque rispettare i requisiti standard di ammissibilità e dichiarazione sanitaria all’arrivo. Nonostante ciò, l’ampliamento e la digitalizzazione delle procedure promettono di rendere Hong Kong un gateway più agile per affari e scambi di conoscenze nel 2027 e oltre.
Parallelamente, viene potenziato il popolare Programma di Facilitazione per Visitatori che Partecipano ad Attività a Breve Termine in Settori Designati (STV Scheme). Una nuova categoria dedicata al welfare sociale si aggiunge alle 17 già esistenti, mentre il numero di organizzazioni ospitanti autorizzate sale a quasi 500, tra finanza, istruzione superiore e grandi eventi. I partecipanti potranno svolgere attività retribuite pre-approvate per due settimane per viaggio, offrendo alle aziende un canale rapido per far arrivare ricercatori, relatori, artisti e atleti senza l’onere amministrativo del visto di lavoro.
Le autorità sottolineano che queste iniziative rispondono a una “forte domanda di mercato” emersa dal lancio pilota nel 2022, che ha già permesso oltre 56.000 visite per lavoro a breve termine. Inoltre, si allineano alla strategia del Capo Esecutivo John Lee di posizionare Hong Kong come super-connessione tra la Cina e i mercati emergenti della Belt and Road Initiative. Sfruttando economie in rapida crescita in Asia Centrale e nel Golfo, Hong Kong amplia il proprio bacino commerciale proprio mentre molte aziende diversificano catene di approvvigionamento e flussi di capitale lontano dai tradizionali hub occidentali.
Per le multinazionali con sedi regionali in città, l’espansione offre vantaggi concreti: una start-up di food-tech del Golfo potrà inviare ingegneri per allestire cucine dimostrative durante fiere; una fintech kazaka potrà far arrivare dirigenti per roadshow con investitori; le università locali potranno ospitare studiosi di lavoro sociale per corsi intensivi in co-docenza. I team HR sono invitati ad aggiornare le policy di viaggio e coordinarsi con gli organizzatori per assicurare che le lettere di invito contengano la formulazione esatta richiesta dal Dipartimento Immigrazione.
Fondamentale è che le nuove disposizioni non sostituiscano la manodopera locale. Rimangono in vigore controlli interni, compresa una piattaforma elettronica unica che registra ogni invito, e i viaggiatori devono comunque rispettare i requisiti standard di ammissibilità e dichiarazione sanitaria all’arrivo. Nonostante ciò, l’ampliamento e la digitalizzazione delle procedure promettono di rendere Hong Kong un gateway più agile per affari e scambi di conoscenze nel 2027 e oltre.
Fonte: news.gov.hk
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