
Il Home Office ha confermato che 1.473 persone a cui era stato concesso lo status di pre-insediato o insediato nell’ambito del EU Settlement Scheme sono state ora informate che il loro permesso di soggiorno è stato rilasciato “per errore”. Il gruppo di attivisti the3million ha avviato una procedura di revisione giudiziaria contro il dipartimento, sostenendo che la politica introdotta a fine 2025, che consente agli operatori di riaprire le decisioni, viola l’Accordo di recesso Regno Unito–UE. Tra le persone coinvolte ci sono ingegneri, operatori sanitari del NHS e ricercatori accademici che vivono in Gran Bretagna da anni, avendo costruito famiglie e carriere. Al centro della controversia c’è la questione se errori documentali minori — come la mancata caricatura della scansione del passaporto in una domanda online — possano giustificare la revoca di diritti che ai cittadini UE era stato garantito sarebbero stati vitalizi. Un professionista italiano citato dal Guardian ha dichiarato che perdere lo status gli costerebbe il diritto di far vivere il coniuge con sé, mettendo a rischio lavoro e contratto di affitto. Di fatto, chi perde lo status non può più lavorare, affittare casa, aprire conti bancari o rientrare nel Regno Unito dopo un viaggio. I datori di lavoro che si affidano a talenti europei in ingegneria, sanità e tecnologia rischiano violazioni improvvise delle norme sul diritto al lavoro se il personale perde lo status da un giorno all’altro. Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un aumento delle richieste urgenti di verifica dello status e consigliano ai datori di lavoro di effettuare audit interni già questa settimana. La questione solleva anche un interrogativo più ampio: il governo dovrebbe poter rivedere decisioni migratorie storiche a distanza di anni? The3million sostiene che la certezza legale è fondamentale per la mobilità lavorativa e che il potere di correggere “errori” potrebbe frenare futuri investimenti da parte di aziende europee che trasferiscono personale in Gran Bretagna. Al contrario, i ministri affermano che è necessario correggere gli errori per tutelare l’integrità del sistema. Se la revisione giudiziaria procederà, una sentenza potrebbe chiarire i limiti della discrezionalità del Home Office e creare un precedente per altri schemi di status digitale, inclusa la nuova Electronic Travel Authorisation (ETA) del Regno Unito e i prossimi e-Visa. I team HR multinazionali dovrebbero monitorare il caso e preparare piani di emergenza per i dipendenti UE che potrebbero improvvisamente dover fornire nuove prove del loro diritto a vivere e lavorare nel Regno Unito.
Fonte: The Guardian
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