
Il Ministero dell'Interno del Regno Unito è sotto crescente pressione dopo aver confermato che 1.473 residenti nati nell'UE hanno ricevuto comunicazioni che lo status pre-settled o settled ottenuto tramite l'EU Settlement Scheme (EUSS) è stato concesso “per errore”. Molte di queste lettere sono state inviate durante l’estate, ma la questione è emersa solo quando il gruppo di attivisti the3million ha iniziato a raccogliere casi e preparare un ricorso giudiziario. Tra gli interessati ci sono ricercatori del NHS, ingegneri e famiglie con doppia cittadinanza che hanno costruito la loro carriera in Gran Bretagna prima della Brexit. Un’inchiesta del Guardian pubblicata il 27 settembre rivela che alcuni destinatari sono stati accusati di non essere cittadini UE al momento della domanda perché privi di passaporto, nonostante abbiano poi fornito prove alternative. Gli avvocati sostengono che questa politica violi l’Accordo di Recesso UK-UE, che garantisce i diritti esistenti ai cittadini UE residenti legalmente prima del 31 dicembre 2020. In un caso pilota, il Ministero ha già ammesso in tribunale di aver sbagliato a revocare lo status a una cittadina italiana che ha poi presentato il passaporto fisico. Questa ammissione rafforza le possibilità di una class action più ampia e potrebbe costringere il dipartimento a rivedere tutte le lettere inviate. La perdita dello status EUSS ha conseguenze immediate e concrete: i migranti coinvolti non possono dimostrare il diritto a lavorare, affittare, studiare o accedere al NHS, poiché datori di lavoro e proprietari si affidano al controllo digitale dello status. Diversi intervistati riferiscono di offerte di lavoro ritirate e rinnovi di affitti bloccati mentre cercano di presentare ricorsi. Gli attivisti avvertono che l’incertezza danneggerà anche le aziende che dipendono dai talenti UE, in un momento in cui la carenza di competenze già limita la produttività. Per le multinazionali, l’episodio è un monito sul fatto che lo status digitale di immigrazione può essere revocato da un giorno all’altro, creando rischi di conformità per il personale in missione. I team HR dovrebbero scaricare preventivamente i codici di condivisione per i dipendenti chiave, verificare i registri EUSS e preparare piani di emergenza, come vie alternative per i visti, per chi potrebbe essere coinvolto in una revisione di massa. È inoltre fondamentale informare i responsabili diretti affinché segnalino immediatamente qualsiasi comunicazione del Ministero, per non perdere le scadenze legali per i ricorsi. Sul piano politico, la controversia arriva a poche settimane dall’arrivo in Parlamento del primo Immigration Bill del governo laburista. I deputati dell’opposizione chiedono una revisione indipendente dell’EUSS, mentre le associazioni imprenditoriali vogliono garanzie solide che i cittadini UE residenti legalmente non si trovino in una situazione simile al “Windrush digitale”. Il ricorso giudiziario, che dovrebbe essere presentato a breve, potrebbe obbligare i ministri a sospendere ulteriori revoche fino a quando l’Alta Corte non si pronuncerà sulla legittimità della politica.
Fonte: The Guardian
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