
Le aziende irlandesi che spostano il personale avanti e indietro verso la Gran Bretagna si sono svegliate questa mattina con un chiaro avvertimento: l’Area di Viaggio Comune (CTA) non è una zona franca. Ieri sera tardi, il Ministero dell’Interno britannico ha confermato che un’operazione congiunta di tre giorni, denominata “Operazione Comby”, ha portato a 49 arresti in porti marittimi, aeroporti, snodi ferroviari e sulle principali arterie stradali che collegano Irlanda e Regno Unito. L’operazione, svolta dal 22 al 24 settembre e annunciata il 29 settembre, ha preso di mira specificamente bande criminali organizzate che sfruttano il confine terrestre e le rotte dei traghetti per trasportare migranti irregolari dalla Repubblica d’Irlanda verso la Gran Bretagna.
Sebbene l’Immigration Enforcement abbia assicurato che i viaggi legittimi nell’ambito della CTA non sono interessati, le autorità hanno sottolineato che vettori e datori di lavoro devono intensificare i controlli sull’identità e la verifica del diritto al lavoro. Tra gli arrestati, due cittadini rumeni fermati all’aeroporto internazionale di Belfast dopo essere arrivati da Dublino, avevano cercato lavoro utilizzando documenti falsi. Il governo britannico ha annunciato che raddoppierà il budget per l’Immigration Enforcement e aumenterà il personale del 60% entro il 2029; fonti della sicurezza al confine irlandese prevedono ulteriori operazioni congiunte.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: documentare sempre la nazionalità e la storia dei viaggi dei dipendenti che si spostano tra Irlanda e Regno Unito. Mentre cittadini irlandesi e britannici mantengono il diritto di vivere e lavorare in tutta la CTA, i cittadini di paesi terzi che transitano il confine terrestre devono avere il permesso di soggiorno irlandese valido **e** lo status di immigrazione nel Regno Unito. Le aziende che si affidano a spostamenti dell’ultimo minuto o a “pendolari giornalieri” tra Dundalk e Belfast dovrebbero prevedere tempi supplementari per controlli a campione e possibili ritardi.
Tra le misure pratiche consigliate: verificare che i fornitori di traghetti e autobus presentino in anticipo i manifesti passeggeri, aggiornare le comunicazioni ai dipendenti sull’obbligo di portare con sé prove dello status legale, e testare i sistemi HRIS per segnalare movimenti nella CTA che potrebbero attivare obblighi di diritto al lavoro nel Regno Unito. I recruiter dovrebbero inoltre considerare che tra gli arresti in Irlanda del Nord sono stati sequestrati dispositivi elettronici contraffatti per un valore di 130.000 sterline, a dimostrazione di come il lavoro illegale possa intrecciarsi con altre forme di criminalità.
A medio termine, sia Dublino che Londra sono sotto pressione politica per dimostrare che la CTA non rappresenta una falla nei controlli alle frontiere post-Brexit. Sono quindi previste ulteriori settimane di controlli congiunti, e le imprese con catene di approvvigionamento transfrontaliere — in particolare nei settori agroalimentare, logistico e delle costruzioni — dovrebbero monitorare gli avvisi di interruzione dei viaggi e prevedere budget per la formazione sulla conformità.
Sebbene l’Immigration Enforcement abbia assicurato che i viaggi legittimi nell’ambito della CTA non sono interessati, le autorità hanno sottolineato che vettori e datori di lavoro devono intensificare i controlli sull’identità e la verifica del diritto al lavoro. Tra gli arrestati, due cittadini rumeni fermati all’aeroporto internazionale di Belfast dopo essere arrivati da Dublino, avevano cercato lavoro utilizzando documenti falsi. Il governo britannico ha annunciato che raddoppierà il budget per l’Immigration Enforcement e aumenterà il personale del 60% entro il 2029; fonti della sicurezza al confine irlandese prevedono ulteriori operazioni congiunte.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: documentare sempre la nazionalità e la storia dei viaggi dei dipendenti che si spostano tra Irlanda e Regno Unito. Mentre cittadini irlandesi e britannici mantengono il diritto di vivere e lavorare in tutta la CTA, i cittadini di paesi terzi che transitano il confine terrestre devono avere il permesso di soggiorno irlandese valido **e** lo status di immigrazione nel Regno Unito. Le aziende che si affidano a spostamenti dell’ultimo minuto o a “pendolari giornalieri” tra Dundalk e Belfast dovrebbero prevedere tempi supplementari per controlli a campione e possibili ritardi.
Tra le misure pratiche consigliate: verificare che i fornitori di traghetti e autobus presentino in anticipo i manifesti passeggeri, aggiornare le comunicazioni ai dipendenti sull’obbligo di portare con sé prove dello status legale, e testare i sistemi HRIS per segnalare movimenti nella CTA che potrebbero attivare obblighi di diritto al lavoro nel Regno Unito. I recruiter dovrebbero inoltre considerare che tra gli arresti in Irlanda del Nord sono stati sequestrati dispositivi elettronici contraffatti per un valore di 130.000 sterline, a dimostrazione di come il lavoro illegale possa intrecciarsi con altre forme di criminalità.
A medio termine, sia Dublino che Londra sono sotto pressione politica per dimostrare che la CTA non rappresenta una falla nei controlli alle frontiere post-Brexit. Sono quindi previste ulteriori settimane di controlli congiunti, e le imprese con catene di approvvigionamento transfrontaliere — in particolare nei settori agroalimentare, logistico e delle costruzioni — dovrebbero monitorare gli avvisi di interruzione dei viaggi e prevedere budget per la formazione sulla conformità.
Fonte: UK Home Office (GOV.UK)
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