
Il Segretario di Stato Marco Rubio, il 28 settembre, ha emanato una nuova politica che autorizza i funzionari consolari a imporre restrizioni sui visti a funzionari governativi stranieri — e ai loro familiari diretti — che ostacolano il ritorno di minori sottratti illegalmente dagli Stati Uniti da un genitore o tutore. L’autorità si basa sulla sezione 212(a)(3)(C) dell’Immigration and Nationality Act, che consente il rifiuto d’ingresso quando la presenza di un individuo comporta gravi conseguenze di politica estera.
Secondo la nuova politica, le ambasciate USA possono raccomandare sanzioni quando i tribunali di paesi partner della Convenzione dell’Aia sull’Allontanamento Internazionale ignorano o ritardano ingiustificatamente gli ordini di restituzione, o quando stati non aderenti alla Convenzione non collaborano con i mediatori statunitensi. Tra i funzionari sanzionabili potrebbero esserci giudici, comandanti di polizia o personale degli uffici anagrafici che rallentano deliberatamente le procedure; anche i loro coniugi e figli saranno esclusi dal rilascio di visti per gli Stati Uniti.
Per le multinazionali che trasferiscono dipendenti all’estero, questa misura rappresenta un’arma in più per risolvere controversie di custodia ad alto profilo che possono compromettere le missioni lavorative. I responsabili della mobilità globale dovrebbero aggiornare i protocolli di gestione delle crisi: l’Ufficio per le Questioni dei Minori del Dipartimento di Stato accetterà segnalazioni da parte di datori di lavoro e avvocati di famiglia che intendano attivare le sanzioni.
La politica integra gli strumenti già esistenti — come i rapporti annuali ICAPRA e le classifiche dei paesi — ma va oltre, collegando la responsabilità individuale ai privilegi di ingresso negli USA. Le aziende dovrebbero ricordare agli espatriati che i tribunali statunitensi mantengono la giurisdizione sulla custodia in caso di sottrazione illegale del minore e che un coinvolgimento tempestivo con i consulenti del Dipartimento per la prevenzione delle sottrazioni può evitare contenziosi.
Le autorità hanno avvertito che le prime designazioni potrebbero arrivare entro poche settimane. Le imprese con team di relazioni governative all’estero dovrebbero monitorare i bollettini ufficiali per eventuali misure di ritorsione da parte dei paesi partner, come aumenti delle tariffe consolari o restrizioni reciproche sui visti per il personale statunitense.
Secondo la nuova politica, le ambasciate USA possono raccomandare sanzioni quando i tribunali di paesi partner della Convenzione dell’Aia sull’Allontanamento Internazionale ignorano o ritardano ingiustificatamente gli ordini di restituzione, o quando stati non aderenti alla Convenzione non collaborano con i mediatori statunitensi. Tra i funzionari sanzionabili potrebbero esserci giudici, comandanti di polizia o personale degli uffici anagrafici che rallentano deliberatamente le procedure; anche i loro coniugi e figli saranno esclusi dal rilascio di visti per gli Stati Uniti.
Per le multinazionali che trasferiscono dipendenti all’estero, questa misura rappresenta un’arma in più per risolvere controversie di custodia ad alto profilo che possono compromettere le missioni lavorative. I responsabili della mobilità globale dovrebbero aggiornare i protocolli di gestione delle crisi: l’Ufficio per le Questioni dei Minori del Dipartimento di Stato accetterà segnalazioni da parte di datori di lavoro e avvocati di famiglia che intendano attivare le sanzioni.
La politica integra gli strumenti già esistenti — come i rapporti annuali ICAPRA e le classifiche dei paesi — ma va oltre, collegando la responsabilità individuale ai privilegi di ingresso negli USA. Le aziende dovrebbero ricordare agli espatriati che i tribunali statunitensi mantengono la giurisdizione sulla custodia in caso di sottrazione illegale del minore e che un coinvolgimento tempestivo con i consulenti del Dipartimento per la prevenzione delle sottrazioni può evitare contenziosi.
Le autorità hanno avvertito che le prime designazioni potrebbero arrivare entro poche settimane. Le imprese con team di relazioni governative all’estero dovrebbero monitorare i bollettini ufficiali per eventuali misure di ritorsione da parte dei paesi partner, come aumenti delle tariffe consolari o restrizioni reciproche sui visti per il personale statunitense.
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