
In una sentenza storica sulla ricongiungimento familiare, il Tribunale Amministrativo del Cantone di Berna ha ordinato al servizio migratorio cantonale di concedere un permesso di soggiorno a una donna senza documenti proveniente dall’Africa orientale, i cui quattro figli sono tutti cittadini svizzeri. La sentenza, pubblicata il 1° ottobre 2026, annulla una decisione precedente che aveva negato alla madre lo status legale a causa della mancanza di documenti d’identità verificabili del paese d’origine. Il tribunale ha stabilito che l’interesse superiore dei bambini — tre dei quali con bisogni educativi speciali — prevale chiaramente sull’interesse pubblico a una rigorosa verifica documentale. Costringere la famiglia a vivere separata o a trasferirsi all’estero violerebbe sia l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (diritto alla vita privata e familiare) sia le tutele costituzionali svizzere, hanno affermato i giudici. Praticamente, la sentenza chiarisce che le autorità cantonali devono applicare un test di proporzionalità nel valutare le carenze documentali rispetto ai diritti fondamentali della famiglia. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che la decisione potrebbe rappresentare un precedente importante per decine di casi simili a livello nazionale, in particolare quelli che riguardano apolidi o persone provenienti da stati che non rilasciano documenti civili affidabili. Per i datori di lavoro, il caso è un promemoria che i permessi basati sulla famiglia possono aprire l’accesso al mercato del lavoro per coniugi e genitori che altrimenti rischierebbero uno status irregolare. Le aziende dovrebbero quindi rivedere la documentazione richiesta ai familiari dei dipendenti ed evitare rifiuti generalizzati che potrebbero risultare vulnerabili dal punto di vista legale. L’ufficio migrazione di Berna ha indicato che non presenterà ricorso, il che significa che la donna dovrebbe ricevere il permesso entro poche settimane, portando una stabilità legale a lungo attesa per la famiglia e sottolineando il progressivo orientamento della Svizzera verso un’applicazione più umana della legge sull’immigrazione.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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