
Autisti di camion e responsabili della logistica che trasportano merci tra Svizzera e Austria si sono svegliati questa mattina con una frontiera completamente diversa. Dal 1° ottobre 2026, l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (FOCBS) ha digitalizzato completamente le procedure di importazione ed esportazione in diversi valichi della valle del Reno, sincronizzando i propri sistemi con la nuova piattaforma austriaca “Smart Border Austria” e l’aggiornamento IT doganale svizzero Passar 2.0.
Il cambiamento è particolarmente evidente al nodo di Wolfurt, uno dei più trafficati, dove lo sdoganamento tradizionale in loco è stato abolito: tutte le dichiarazioni devono ora essere presentate elettronicamente prima dell’arrivo, con codici a barre o QR code scansionati automaticamente al varco. Secondo il FOCBS, questa innovazione ridurrà i tempi di attesa fino al 40%, eliminerà la duplicazione dei dati e allineerà le procedure doganali svizzero-austriache ai requisiti del prossimo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE.
Gli agenti doganali si concentreranno su controlli a campione basati sul rischio, mentre le telecamere di riconoscimento targhe trasmetteranno i dati dei veicoli direttamente al motore di rischio di Passar 2.0. I corrieri che non presenteranno i dati in anticipo rischiano di essere dirottati verso i controlli secondari a Diepoldsau o St. Margrethen, con possibili ritardi di ore nei tempi di transito.
Per gli esportatori svizzeri, in particolare le aziende farmaceutiche e di macchinari di precisione attive nella zona di San Gallo, la principale novità riguarda i tempi della documentazione: fatture commerciali, certificati di origine e garanzie di transito devono essere caricati su Passar 2.0 prima della partenza del camion. L’Associazione svizzera del trasporto merci ha invitato i propri membri a integrare i software di gestione trasporti con la nuova API per evitare inserimenti manuali e ritardi costosi.
Anche i viaggi d’affari sono coinvolti: gli autisti delle flotte aziendali che viaggiano tra stabilimenti svizzeri e austriaci devono avere con sé un numero di riferimento doganale elettronico (e-MRN) per evitare sanzioni. I responsabili della mobilità sono invitati a verificare la preparazione dei fornitori e aggiornare i manuali degli autisti.
Il FOCBS ha pubblicato schede informative multilingue e organizza webinar per piccoli spedizionieri nelle prossime due settimane. Strategicamente, il progetto pilota nella valle del Reno è considerato a Berna un banco di prova per estendere Passar 2.0 ai confini con Germania e Francia nel 2027. Se il corridoio digitale avrà successo, il governo prevede un risparmio annuo di 25 milioni di franchi svizzeri nei costi amministrativi e una riduzione del 15% delle emissioni di CO₂ dovute ai camion fermi al confine.
Il cambiamento è particolarmente evidente al nodo di Wolfurt, uno dei più trafficati, dove lo sdoganamento tradizionale in loco è stato abolito: tutte le dichiarazioni devono ora essere presentate elettronicamente prima dell’arrivo, con codici a barre o QR code scansionati automaticamente al varco. Secondo il FOCBS, questa innovazione ridurrà i tempi di attesa fino al 40%, eliminerà la duplicazione dei dati e allineerà le procedure doganali svizzero-austriache ai requisiti del prossimo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE.
Gli agenti doganali si concentreranno su controlli a campione basati sul rischio, mentre le telecamere di riconoscimento targhe trasmetteranno i dati dei veicoli direttamente al motore di rischio di Passar 2.0. I corrieri che non presenteranno i dati in anticipo rischiano di essere dirottati verso i controlli secondari a Diepoldsau o St. Margrethen, con possibili ritardi di ore nei tempi di transito.
Per gli esportatori svizzeri, in particolare le aziende farmaceutiche e di macchinari di precisione attive nella zona di San Gallo, la principale novità riguarda i tempi della documentazione: fatture commerciali, certificati di origine e garanzie di transito devono essere caricati su Passar 2.0 prima della partenza del camion. L’Associazione svizzera del trasporto merci ha invitato i propri membri a integrare i software di gestione trasporti con la nuova API per evitare inserimenti manuali e ritardi costosi.
Anche i viaggi d’affari sono coinvolti: gli autisti delle flotte aziendali che viaggiano tra stabilimenti svizzeri e austriaci devono avere con sé un numero di riferimento doganale elettronico (e-MRN) per evitare sanzioni. I responsabili della mobilità sono invitati a verificare la preparazione dei fornitori e aggiornare i manuali degli autisti.
Il FOCBS ha pubblicato schede informative multilingue e organizza webinar per piccoli spedizionieri nelle prossime due settimane. Strategicamente, il progetto pilota nella valle del Reno è considerato a Berna un banco di prova per estendere Passar 2.0 ai confini con Germania e Francia nel 2027. Se il corridoio digitale avrà successo, il governo prevede un risparmio annuo di 25 milioni di franchi svizzeri nei costi amministrativi e una riduzione del 15% delle emissioni di CO₂ dovute ai camion fermi al confine.
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