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Tagliare l'immigrazione potrebbe danneggiare l'economia australiana? Lezioni dal Canada

ott 4, 2026
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Tagliare l'immigrazione potrebbe danneggiare l'economia australiana? Lezioni dal Canada
Il dibattito acceso in Australia su quanto e quanto velocemente ridurre la migrazione netta dall’estero ha raggiunto un nuovo picco il 4 ottobre, dopo che The Guardian ha pubblicato un’analisi che confronta il recente tetto migratorio del Canada con le realtà del mercato del lavoro australiano. L’articolo sottolinea che la decisione di Ottawa di ridurre del 20% i visti temporanei nel 2025 ha finora coinciso solo con una lieve recessione tecnica, alimentando le richieste di alcuni politici australiani di adottare misure simili. Tuttavia, gli economisti intervistati avvertono che l’Australia parte da una situazione molto diversa: la disoccupazione è al 4,6% e i tassi di posti vacanti nei settori dell’ospitalità, della sanità e delle costruzioni restano vicini ai massimi storici. Una riduzione drastica dei visti potrebbe quindi restringere l’offerta di lavoro proprio mentre i tassi d’interesse più alti rallentano l’economia interna, rischiando di amplificare una flessione anziché attenuarla. L’articolo evidenzia anche differenze strutturali: il tetto canadese riguarda principalmente lavoratori temporanei stranieri e studenti internazionali, mantenendo invariati gli obiettivi per i residenti permanenti. L’Australia, invece, fa molto affidamento su flussi temporanei di lavoratori qualificati e backpacker per colmare le carenze nelle aree rurali e regionali; decine di migliaia di piccole imprese dipendono da questi lavoratori per i picchi stagionali. Le simulazioni di Deloitte Access Economics indicano che una riduzione di 100.000 posti potrebbe ridurre la crescita del PIL fino a 0,4 punti percentuali nel primo anno e costare 1,3 miliardi di dollari in entrate fiscali. Gli analisti politici quindi invitano Canberra a concentrarsi su misure di integrità, come il divieto di “cambiare visto” tra categorie di studio e visitatori, piuttosto che su limiti rigidi. Segnalano inoltre il rapido ritorno del Canada a una politica migratoria accogliente una volta riaperte le posizioni vacanti, sostenendo che una migrazione prevedibile e focalizzata sulle competenze favorisca più la crescita rispetto a congelamenti intermittenti. Per i responsabili dei viaggi d’affari e della mobilità aziendale, il dibattito indica che le regole sui visti potrebbero rimanere instabili nel medio termine. Le aziende con piani di espansione trans-Tasman o regionali dovrebbero monitorare la prossima Dichiarazione sulla Popolazione del Tesoro (prevista per dicembre) e prevedere nel budget possibili aumenti delle tasse di sponsorizzazione o requisiti più severi per i test del mercato del lavoro nel 2027.
Fonte: The Guardian

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