
I viaggiatori in partenza da Dubai International e dall’aeroporto internazionale Zayed di Abu Dhabi martedì 6 ottobre si sono svegliati con un problema ormai noto: schermi gialli e rossi. Una serie di cancellazioni ha colpito i voli Israir per Tel Aviv, numerose partenze flydubai per Beirut ed Erbil, e la tratta Riyadh della compagnia low-cost saudita flyadeal. Decine di altri voli, tra cui il Saudia SV563 per Riyadh e i servizi SpiceJet per Kochi, Delhi e Mumbai, hanno subito ritardi significativi.
Il disagio deriva dallo stesso cocktail geopolitico che da febbraio pesa sull’aviazione regionale. Gli allarmi di difesa aerea su Iraq e Iran occidentale hanno costretto le compagnie a riprogettare le rotte a lungo raggio, comprimendo la capacità in corridoi già congestionati. Le compagnie devono inoltre affrontare problemi legati ai tempi di servizio dell’equipaggio, poiché le deviazioni allungano i tempi di volo complessivi.
Mentre alcune compagnie cancellano direttamente i voli, i colossi degli Emirati Emirates ed Etihad preferiscono ritardi tattici, preservando l’integrità della rete ma spostando il peso sui passeggeri, costretti a ripianificare coincidenze a terra e appuntamenti. Le indicazioni operative di Dubai Airports invitano i passeggeri a non recarsi a DXB finché lo stato del volo non risulti “confermato”. Flydubai consiglia di arrivare quattro ore prima della partenza prevista e di completare il check-in online per ridurre le code ai banchi.
Le agenzie di gestione viaggi segnalano un aumento delle prenotazioni in premium economy e business class, mentre i dirigenti cercano condizioni di riprenotazione flessibili. Per le aziende, il costo finanziario va oltre il biglietto aereo: si accumulano notti in hotel, estensioni di diaria e perdite di produttività. I team HR ricordano che la legge sul lavoro degli Emirati considera i ritardi di viaggio involontari come tempo lavorativo solo se specificato nella lettera di incarico, un punto di conformità spesso trascurato per i dipendenti in trasferta.
L’aspetto positivo è che le compagnie internazionali stanno gradualmente tornando. Lufthansa, SWISS e Austrian Airlines hanno tutte date di ripresa voli entro la fine del trimestre, segnalando fiducia nella resilienza di Dubai. Fino ad allora, le aziende sono invitate a mantenere rotte alternative — come via Muscat o Doha — nei piani di emergenza e a informare il personale in viaggio della possibilità di cambiamenti dell’ultimo minuto negli itinerari.
Il disagio deriva dallo stesso cocktail geopolitico che da febbraio pesa sull’aviazione regionale. Gli allarmi di difesa aerea su Iraq e Iran occidentale hanno costretto le compagnie a riprogettare le rotte a lungo raggio, comprimendo la capacità in corridoi già congestionati. Le compagnie devono inoltre affrontare problemi legati ai tempi di servizio dell’equipaggio, poiché le deviazioni allungano i tempi di volo complessivi.
Mentre alcune compagnie cancellano direttamente i voli, i colossi degli Emirati Emirates ed Etihad preferiscono ritardi tattici, preservando l’integrità della rete ma spostando il peso sui passeggeri, costretti a ripianificare coincidenze a terra e appuntamenti. Le indicazioni operative di Dubai Airports invitano i passeggeri a non recarsi a DXB finché lo stato del volo non risulti “confermato”. Flydubai consiglia di arrivare quattro ore prima della partenza prevista e di completare il check-in online per ridurre le code ai banchi.
Le agenzie di gestione viaggi segnalano un aumento delle prenotazioni in premium economy e business class, mentre i dirigenti cercano condizioni di riprenotazione flessibili. Per le aziende, il costo finanziario va oltre il biglietto aereo: si accumulano notti in hotel, estensioni di diaria e perdite di produttività. I team HR ricordano che la legge sul lavoro degli Emirati considera i ritardi di viaggio involontari come tempo lavorativo solo se specificato nella lettera di incarico, un punto di conformità spesso trascurato per i dipendenti in trasferta.
L’aspetto positivo è che le compagnie internazionali stanno gradualmente tornando. Lufthansa, SWISS e Austrian Airlines hanno tutte date di ripresa voli entro la fine del trimestre, segnalando fiducia nella resilienza di Dubai. Fino ad allora, le aziende sono invitate a mantenere rotte alternative — come via Muscat o Doha — nei piani di emergenza e a informare il personale in viaggio della possibilità di cambiamenti dell’ultimo minuto negli itinerari.
Fonte: Gulf News