
La Germania si trova ancora una volta al centro dell’esperimento europeo sulle frontiere digitali. Alle 18:55 CEST del 7 ottobre, il sito di notizie in inglese *The New German* ha confermato che la “valvola di sicurezza” temporanea del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE è effettivamente scaduta un mese fa, e che Berlino, insieme ad altri otto Stati Schengen, non ha ancora ricevuto rassicurazioni scritte da Bruxelles che gli agenti di frontiera possano continuare ad allentare le nuove regole biometriche quando le code diventano ingestibili. La salvaguardia ora scaduta, prevista dal Regolamento (UE) 2025/1534, permetteva agli aeroporti di saltare la fase di acquisizione di impronte digitali e foto per un massimo di sei ore in un punto di controllo quando i tempi di attesa aumentavano. Compagnie aeree, aeroporti e l’associazione aeroportuale ADV hanno fatto ampio uso di questa clausola durante l’estate, segnalando che a Francoforte si perdevano coincidenze e che la prima registrazione al sistema EES poteva richiedere diversi minuti per passeggero. A settembre Lufthansa ha dichiarato all’agenzia stampa dpa che il sistema “non garantisce ancora l’affidabilità richiesta”, un giudizio netto da parte della compagnia di bandiera tedesca. All’inizio di luglio Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Svizzera avevano scritto alla Commissione Europea chiedendo una proroga. La risposta pubblica della Commissione, che parlava di “contatti stretti e costruttivi” con gli Stati interessati, è stata ben lontana da una soluzione legale, e nessun regolamento di seguito è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Fonti del settore turistico riferiscono che alcuni posti di frontiera continuano a rilassare i controlli in modo non ufficiale, ma la Polizia Federale e la Commissione si rifiutano di rendere nota una lista dei luoghi interessati. Per i viaggiatori d’affari e altri titolari di passaporti non UE il consiglio pratico è chiaro: aspettatevi controlli biometrici completi ogni volta, soprattutto in coincidenza a Francoforte, Monaco o Düsseldorf. Prevedete tempi extra, conservate le carte d’imbarco nel caso i dati digitali risultassero incompleti, e attendete un avviso ufficiale da Bruxelles o Berlino che chiarisca le regole. I cittadini UE/SEE e svizzeri continuano a utilizzare corsie elettroniche separate e non sono coinvolti. L’episodio è un monito: il più grande progetto mondiale di frontiera digitale è ancora in fase di assestamento, e i responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero considerare tempi di margine maggiori (e forse un rischio più alto di coincidenze perse) negli itinerari che coinvolgono hub tedeschi, finché non tornerà la certezza legale.
Fonte: The New German
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