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La promessa elettorale della Nuova Zelanda punta a un viaggio senza carta tra Australia e Nuova Zelanda

ott 8, 2026
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La promessa elettorale della Nuova Zelanda punta a un viaggio senza carta tra Australia e Nuova Zelanda
In vista delle elezioni in Nuova Zelanda del 7 novembre, il Primo Ministro Christopher Luxon ha promesso di sperimentare un’esperienza di frontiera completamente digitale per i viaggiatori provenienti dall’Australia. Durante una conferenza stampa tenutasi ieri, Luxon ha dichiarato che, in caso di rielezione, il governo del suo partito National permetterà agli australiani di entrare in Nuova Zelanda utilizzando credenziali basate su smartphone e riconoscimento facciale, eliminando la necessità di esibire un passaporto fisico.

Secondo il progetto, i passeggeri caricherebbero in anticipo i dati del passaporto e completerebbero la Dichiarazione del Viaggiatore, per poi passare attraverso i varchi biometrici all’arrivo, sfruttando l’infrastruttura SmartGate già in uso negli aeroporti di entrambi i Paesi. Tom Walley, direttore di Corporate Traveller, ha accolto con favore l’idea, sottolineando che le rotte trans-Tasman rappresentano circa un quarto di tutti i viaggi internazionali prenotati dai suoi clienti australiani e che qualsiasi riduzione dei tempi di gestione “libererebbe tempo prezioso per viaggi brevi come riunioni nello stesso giorno”.

La promessa elettorale della Nuova Zelanda punta a un viaggio senza carta tra Australia e Nuova Zelanda


Per i responsabili della mobilità, la proposta potrebbe ridurre drasticamente i tempi di attesa, migliorare la puntualità dei voli in coincidenza e aumentare la soddisfazione dei viaggiatori. Inoltre, si integrerebbe con la roadmap australiana per l’identità digitale, che punta a introdurre ID digitali riutilizzabili per i servizi governativi entro il 2028.

Tuttavia, il progetto necessita del consenso di Canberra; finora i funzionari del Dipartimento degli Affari Interni australiano non hanno commentato i tempi di integrazione. Le garanzie sulla privacy, gli accordi per la condivisione dei dati e il riconoscimento reciproco dei controlli di sicurezza rappresentano le principali sfide.

Nonostante ciò, la prospettiva di un corridoio senza passaporto tra due dei partner economici più vicini al mondo sta suscitando entusiasmo tra compagnie aeree, aeroporti e operatori del business travel, molti dei quali lo vedono come un modello futuro per l’intera regione Asia-Pacifico. Se la sperimentazione andrà avanti, le compagnie aeree dovranno aggiornare le app per il check-in e le apparecchiature ai gate d’imbarco, mentre le aziende dovranno adeguare le politiche di viaggio per includere i requisiti delle credenziali digitali. I primi utenti potrebbero salire a bordo di un volo portando con sé solo uno smartphone già entro la fine del 2027.
Fonte: Travel Weekly

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