
BERLINO — Giovedì 8 ottobre 2026, il Bundestag ha approvato in prima lettura il disegno di legge governativo sull’Intelligenza Artificiale nell’Amministrazione della Migrazione (KIMVG). La proposta di legge crea una base giuridica per le autorità migratorie tedesche — incluse ambasciate, l’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF) e gli uffici locali per gli stranieri — per utilizzare strumenti di machine learning nei processi di visto, asilo e permesso di soggiorno.
Secondo la relazione illustrativa, i moduli di IA potranno analizzare fascicoli storici per individuare colli di bottiglia decisionali, prevedere schemi di frode e proporre controlli di coerenza. Fondamentale per la mobilità globale, il disegno di legge autorizza un controllo incrociato automatizzato delle informazioni fornite dai richiedenti con dati pubblici online in caso di “fondati dubbi”, accelerando così la verifica dei precedenti per permessi di lavoro e Blue Card.
Le garanzie sulla protezione dei dati seguono il modello del Regolamento UE sull’IA: ogni decisione negativa completamente automatizzata dovrà essere riesaminata da un operatore umano, e i richiedenti saranno informati ogni volta che un sistema di IA influisce in modo significativo sull’esito.
I sostenitori della coalizione di governo hanno sottolineato come la digitalizzazione sia essenziale per smaltire l’arretrato crescente, che attualmente costringe alcuni richiedenti visti per lavoratori qualificati ad attendere da sei a nove mesi per un appuntamento. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore la promessa di procedure più rapide e prevedibili, mentre i gruppi per le libertà civili hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili bias algoritmici, soprattutto verso chi ha una presenza digitale limitata.
I deputati dell’opposizione hanno chiesto regole più trasparenti e un regime di audit indipendente. Il Comitato per gli Interni terrà audizioni con esperti entro fine mese, puntando all’approvazione definitiva nel primo trimestre del 2027, così da avviare le sperimentazioni pilota in alcune missioni tedesche all’estero prima del picco dei viaggi estivi.
I datori di lavoro che si affidano a assunzioni internazionali dovranno prepararsi a fornire dati più strutturati — e possibilmente prove dai social media — quando saranno lanciate le nuove fasi di test del “dossier digitale potenziato”.
Secondo la relazione illustrativa, i moduli di IA potranno analizzare fascicoli storici per individuare colli di bottiglia decisionali, prevedere schemi di frode e proporre controlli di coerenza. Fondamentale per la mobilità globale, il disegno di legge autorizza un controllo incrociato automatizzato delle informazioni fornite dai richiedenti con dati pubblici online in caso di “fondati dubbi”, accelerando così la verifica dei precedenti per permessi di lavoro e Blue Card.
Le garanzie sulla protezione dei dati seguono il modello del Regolamento UE sull’IA: ogni decisione negativa completamente automatizzata dovrà essere riesaminata da un operatore umano, e i richiedenti saranno informati ogni volta che un sistema di IA influisce in modo significativo sull’esito.
I sostenitori della coalizione di governo hanno sottolineato come la digitalizzazione sia essenziale per smaltire l’arretrato crescente, che attualmente costringe alcuni richiedenti visti per lavoratori qualificati ad attendere da sei a nove mesi per un appuntamento. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore la promessa di procedure più rapide e prevedibili, mentre i gruppi per le libertà civili hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili bias algoritmici, soprattutto verso chi ha una presenza digitale limitata.
I deputati dell’opposizione hanno chiesto regole più trasparenti e un regime di audit indipendente. Il Comitato per gli Interni terrà audizioni con esperti entro fine mese, puntando all’approvazione definitiva nel primo trimestre del 2027, così da avviare le sperimentazioni pilota in alcune missioni tedesche all’estero prima del picco dei viaggi estivi.
I datori di lavoro che si affidano a assunzioni internazionali dovranno prepararsi a fornire dati più strutturati — e possibilmente prove dai social media — quando saranno lanciate le nuove fasi di test del “dossier digitale potenziato”.
Fonte: Deutscher Bundestag
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