
Il Dipartimento di Giustizia, Affari Interni e Migrazione ha confermato questa mattina (12 ottobre 2026) che il Consiglio dei Ministri ha assegnato al disegno di legge sulla Nazionalità e Cittadinanza Irlandese (Modifica) 2026 lo status di priorità nella stesura, accelerando così la riforma a lungo attesa del regime di naturalizzazione in Irlanda. Secondo lo schema generale pubblicato il mese scorso, il disegno di legge aumenterà il periodo di “residenza computabile” per la maggior parte dei richiedenti da cinque a otto anni, introdurrà test obbligatori di lingua e educazione civica (inclusa un’opzione in lingua dei segni irlandese) e stabilirà una base normativa esplicita per la revoca della cittadinanza ottenuta tramite frode o gravi reati.
Per datori di lavoro e team di mobilità internazionale, la novità principale è l’allungamento del periodo di residenza richiesto: i titolari di permessi per lavoratori altamente qualificati, che attualmente considerano un percorso di cinque anni verso la cittadinanza nelle strategie di retention, dovranno rivedere tempistiche, durata delle missioni e piani di successione. L’attenzione esplicita del disegno di legge sull’“autosufficienza economica” porterà inoltre a un controllo più rigoroso sui periodi trascorsi fuori dallo Stato e sull’eventuale ricorso a sussidi sociali, complicando potenzialmente le domande di chi ha viaggiato molto per lavoro.
Il Dipartimento assicura che i permessi di soggiorno attuali (Stamp 1, 1G, 4, ecc.) non subiranno modifiche, ma le ONG per i diritti degli immigrati avvertono che questa misura potrebbe allungare i tempi di attesa per molte famiglie in cerca della stabilità garantita dalla cittadinanza. Le aziende che sponsorizzano personale sono invitate a rivedere subito le politiche di trasferimento, a garantire la completa documentazione della conformità fiscale e della residenza continuativa, e a prevedere un budget per supporto legale aggiuntivo una volta entrati in vigore i nuovi test. Note esplicative e un calendario di attuazione saranno forniti prima che il disegno di legge arrivi alla fase di commissione nel corso di questo mandato.
Per datori di lavoro e team di mobilità internazionale, la novità principale è l’allungamento del periodo di residenza richiesto: i titolari di permessi per lavoratori altamente qualificati, che attualmente considerano un percorso di cinque anni verso la cittadinanza nelle strategie di retention, dovranno rivedere tempistiche, durata delle missioni e piani di successione. L’attenzione esplicita del disegno di legge sull’“autosufficienza economica” porterà inoltre a un controllo più rigoroso sui periodi trascorsi fuori dallo Stato e sull’eventuale ricorso a sussidi sociali, complicando potenzialmente le domande di chi ha viaggiato molto per lavoro.
Il Dipartimento assicura che i permessi di soggiorno attuali (Stamp 1, 1G, 4, ecc.) non subiranno modifiche, ma le ONG per i diritti degli immigrati avvertono che questa misura potrebbe allungare i tempi di attesa per molte famiglie in cerca della stabilità garantita dalla cittadinanza. Le aziende che sponsorizzano personale sono invitate a rivedere subito le politiche di trasferimento, a garantire la completa documentazione della conformità fiscale e della residenza continuativa, e a prevedere un budget per supporto legale aggiuntivo una volta entrati in vigore i nuovi test. Note esplicative e un calendario di attuazione saranno forniti prima che il disegno di legge arrivi alla fase di commissione nel corso di questo mandato.
Fonte: Eversheds Sutherland
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