
Oltre le sale riunioni aziendali, la sospensione da parte degli Stati Uniti dei principali colossi tecnologici indiani dal programma PERM per la green card sta avendo un impatto molto personale sui professionisti all’inizio della carriera. India Today ha intervistato diversi ingegneri il 12 ottobre, che raccontano come questa decisione, unita all’aumento delle tariffe H-1B e alle difficoltà della lotteria, li abbia spinti a considerare alternative come il Canada, l’Europa o il lavoro da remoto, invece di ruoli onsite negli USA. Un neolaureato di una startup SaaS ha paragonato la situazione a “tutte le porte che si chiudono prima ancora di poterci provare”, mentre un professionista con dieci anni di esperienza ha raccontato di aver abbandonato la strada verso gli USA già dieci anni fa, preferendo Singapore e Medio Oriente. I dati USCIS mostrano che nel 2025 gli indiani rappresentavano il 69,9% dei richiedenti H-1B, a dimostrazione dell’entità del possibile impatto. I consulenti di carriera segnalano un crescente interesse verso il Global Talent Stream canadese, la subclass 482 australiana e la Blue Card tedesca, tutte opzioni con tempistiche di insediamento più chiare. Nel frattempo, le aziende IT indiane stanno ampliando i centri di delivery near-shore in Messico, Costa Rica e Polonia per trattenere i talenti che altrimenti potrebbero andarsene. Per i team di mobilità internazionale, le implicazioni di soft power sono concrete: le aziende devono rivedere le strategie di gestione del talento, investire in competenze migratorie multi-giurisdizionali e comunicare con trasparenza sulle politiche USA in evoluzione. Alcune stanno introducendo clausole di “flessibilità di destinazione” che permettono ai dipendenti di scegliere tra diversi hub globali, senza puntare esclusivamente sulla Silicon Valley. Gli economisti avvertono che se un numero consistente di talenti STEM ad alto potenziale eviterà gli USA, il vantaggio innovativo americano potrebbe diminuire, mentre l’India potrebbe beneficiare di un brain drain inverso—a patto che gli ecosistemi tecnologici nazionali siano in grado di assorbire i professionisti di ritorno.
Fonte: India Today
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