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Aeroporti e compagnie aeree chiedono una revisione del sistema di ingresso/uscita dell’UE mentre in Svizzera le code superano le due ore

ott 12, 2026
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Aeroporti e compagnie aeree chiedono una revisione del sistema di ingresso/uscita dell’UE mentre in Svizzera le code superano le due ore
L’associazione europea degli aeroporti ACI Europe e il lobby delle compagnie aeree A4E hanno diffuso una dichiarazione congiunta il 12 ottobre 2026, avvertendo che il Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE continua a generare tempi di attesa “inaccettabili” a sei mesi dal pieno avvio. I dati provenienti dagli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea mostrano picchi abituali di 130 minuti e casi isolati che superano le cinque ore per i passeggeri provenienti da paesi terzi. I leader del settore indicano cause strutturali: un numero insufficiente di agenti di polizia di frontiera, collegamenti IT instabili tra le piattaforme nazionali e il nodo centrale EES, e l’assenza di un meccanismo legale per sospendere la raccolta biometrica quando le code superano una soglia critica. Il loro piano d’azione in sei punti chiede di eliminare i controlli duplicati sui database, di rinnovare l’app di preregistrazione Travel to Europe e di introdurre deroghe temporanee che permettano agli aeroporti di passare a una modalità ‘biometria flessibile’ durante i picchi — una richiesta per cui la Svizzera ha fatto pressione senza successo questa estate. Le autorità svizzere hanno finora adottato soluzioni temporanee, come l’impiego di squadre mobili di registrazione nelle sale arrivi e il raddoppio dei chioschi self-service a Zurigo, portandoli a 72. Nonostante ciò, gli operatori a terra segnalano un aumento delle coincidenze ferroviarie perse e dei trasferimenti stretti tra voli, soprattutto per i viaggiatori d’affari britannici e statunitensi, i cui passaporti devono essere registrati al primo ingresso. L’aeroporto di Ginevra stima che ogni ritardo aggiuntivo di dieci minuti costi alle compagnie aeree 4.000 CHF in riorganizzazione e disagi di programmazione. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ha dichiarato ai media svizzeri di sostenere le raccomandazioni ACI/A4E e di sollecitare la Commissione europea a consentire l’uso di varchi automatizzati per i viaggiatori abituali già registrati nel sistema biometrico. Parallelamente, Berna sta sperimentando una corsia ‘trusted business traveller’ per equipaggi e frequent flyer, che dovrebbe partire entro marzo 2027 se i partner UE daranno il via libera. Per i responsabili della mobilità globale il messaggio è chiaro: prevedere almeno 45 minuti di margine extra negli itinerari per i dipendenti non UE in arrivo in Svizzera, preregistrare il personale sul portale Travel to Europe e valutare di transitare attraverso un hub Schengen con capacità disponibile finché non saranno attuate le riforme.
Fonte: Aviation24.be

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