
Spagna e Italia hanno raggiunto un accordo politico per smantellare i controlli straordinari alle frontiere che entrambi i Paesi avevano reintrodotto a metà settembre, ponendo fine a una sospensione di cinque settimane delle normali regole di Schengen per i viaggiatori tra le due nazioni. I controlli — effettuati nei porti e aeroporti spagnoli per i passeggeri in arrivo dall’Italia e rispecchiati dalle verifiche italiane sui viaggiatori provenienti dalla Spagna — erano stati attivati come risposta unilaterale di Roma all’attraversamento di massa delle frontiere a luglio nell’enclave spagnola nordafricana di Ceuta.
Secondo l’accordo, annunciato durante il Consiglio Europeo del 16-17 ottobre a Bruxelles, il premier spagnolo Pedro Sánchez e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni hanno incaricato i rispettivi ministri dell’Interno di elaborare “entro pochi giorni” una tabella di marcia congiunta per la completa rimozione dei controlli sistematici. In pratica, l’Italia estenderà le misure attuali per altri sette giorni, così da permettere a entrambi i Paesi di revocare le restrizioni simultaneamente, garantendo a compagnie aeree, operatori di traghetti e autorità aeroportuali di ricalibrare le procedure di sicurezza in modo coordinato.
La decisione solleva compagnie come Iberia, Vueling e ITA Airways, che avevano dovuto introdurre controlli manuali dei passaporti e screening anticipati per i voli intra-UE — operazioni che hanno allungato i tempi di imbarco fino a 25 minuti e creato problemi di programmazione per gli equipaggi sulle tratte tra Madrid, Barcellona, Milano e Roma. Le associazioni di viaggi d’affari stimano che i controlli abbiano comportato un costo diretto aggiuntivo di 6-9 euro per passeggero per le grandi multinazionali che utilizzano canali di immigrazione fast-track.
Le autorità spagnole sottolineano che i controlli straordinari erano sempre stati concepiti come temporanei e che Madrid resta contraria alla tendenza più ampia di deroghe “quasi permanenti” a Schengen, attualmente mantenute da Germania, Austria e Francia. Per le aziende che gestiscono frequenti trasferimenti transfrontalieri, la fine dei controlli ristabilisce il modello prevedibile del “presentarsi e partire” sul traffico intenso tra Spagna e Italia, eliminando il rischio che ai dipendenti venga richiesto al gate di dimostrare fondi per l’alloggio o autorizzazioni di lavoro.
Nel medio termine, entrambi i governi valuteranno alternative meno invasive come squadre congiunte di profilazione del rischio e unità biometriche mobili — soluzioni promosse da Bruxelles nell’ambito del Digital Schengen Package, che dovrebbe entrare in vigore nell’aprile 2027. Per ora, i responsabili della mobilità possono pianificare un ritorno alla normale circolazione Schengen tra le due economie mediterranee a partire dalla settimana del 23 ottobre 2026, subordinatamente alla pubblicazione formale degli ordini di revoca nel BOE spagnolo e nella Gazzetta Ufficiale italiana.
Secondo l’accordo, annunciato durante il Consiglio Europeo del 16-17 ottobre a Bruxelles, il premier spagnolo Pedro Sánchez e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni hanno incaricato i rispettivi ministri dell’Interno di elaborare “entro pochi giorni” una tabella di marcia congiunta per la completa rimozione dei controlli sistematici. In pratica, l’Italia estenderà le misure attuali per altri sette giorni, così da permettere a entrambi i Paesi di revocare le restrizioni simultaneamente, garantendo a compagnie aeree, operatori di traghetti e autorità aeroportuali di ricalibrare le procedure di sicurezza in modo coordinato.
La decisione solleva compagnie come Iberia, Vueling e ITA Airways, che avevano dovuto introdurre controlli manuali dei passaporti e screening anticipati per i voli intra-UE — operazioni che hanno allungato i tempi di imbarco fino a 25 minuti e creato problemi di programmazione per gli equipaggi sulle tratte tra Madrid, Barcellona, Milano e Roma. Le associazioni di viaggi d’affari stimano che i controlli abbiano comportato un costo diretto aggiuntivo di 6-9 euro per passeggero per le grandi multinazionali che utilizzano canali di immigrazione fast-track.
Le autorità spagnole sottolineano che i controlli straordinari erano sempre stati concepiti come temporanei e che Madrid resta contraria alla tendenza più ampia di deroghe “quasi permanenti” a Schengen, attualmente mantenute da Germania, Austria e Francia. Per le aziende che gestiscono frequenti trasferimenti transfrontalieri, la fine dei controlli ristabilisce il modello prevedibile del “presentarsi e partire” sul traffico intenso tra Spagna e Italia, eliminando il rischio che ai dipendenti venga richiesto al gate di dimostrare fondi per l’alloggio o autorizzazioni di lavoro.
Nel medio termine, entrambi i governi valuteranno alternative meno invasive come squadre congiunte di profilazione del rischio e unità biometriche mobili — soluzioni promosse da Bruxelles nell’ambito del Digital Schengen Package, che dovrebbe entrare in vigore nell’aprile 2027. Per ora, i responsabili della mobilità possono pianificare un ritorno alla normale circolazione Schengen tra le due economie mediterranee a partire dalla settimana del 23 ottobre 2026, subordinatamente alla pubblicazione formale degli ordini di revoca nel BOE spagnolo e nella Gazzetta Ufficiale italiana.
Fonte: El País
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