
Spagna e Italia hanno raggiunto un accordo politico tanto atteso per smantellare i controlli straordinari alle frontiere che entrambi i Paesi avevano introdotto ad agosto, in seguito ai massicci ingressi irregolari che avevano travolto l’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa. L’intesa è stata siglata giovedì 15 ottobre, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles, durante un incontro bilaterale tra il premier spagnolo Pedro Sánchez e la sua omologa italiana Giorgia Meloni, e confermata pubblicamente venerdì mattina.
Secondo il piano, Roma manterrà i controlli attuali su viaggiatori provenienti dalla Spagna via aria e mare solo fino al 22 ottobre, in coincidenza con la scadenza delle misure reciproche di Madrid, per poi eliminarli completamente. I ministri dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e Matteo Piantedosi sono stati incaricati di definire i dettagli operativi entro questa settimana, così da permettere a compagnie aeree, di navigazione e autorità aeroportuali di adeguare tempestivamente le procedure.
Entrambi i governi considerano questa mossa un passo importante per ristabilire la fiducia e permettere il ritorno ai livelli pre-crisi dei flussi di viaggi d’affari e turismo, che valgono circa 9 miliardi di euro l’anno tra i due Paesi, prima dell’inizio della redditizia stagione delle convention da novembre a gennaio. L’operatore aeroportuale spagnolo Aena ha calcolato che i controlli documentali aggiuntivi avevano aumentato i tempi di gestione dei passeggeri tra gli 8 e i 20 minuti negli scali di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, costringendo le compagnie aeree a bloccare tempi extra a terra e aumentando i costi per gli equipaggi. Le Camere di Commercio spagnole segnalano che alcuni viaggiatori d’affari avevano già iniziato a deviare i propri incontri passando per Lisbona o Parigi per evitare coincidenze perse.
Il sottotesto politico, tuttavia, è più ampio dell’efficienza nel trasporto aereo. Il governo Meloni aveva introdotto i controlli unilaterali ad agosto, accusando la Spagna di una gestione troppo permissiva delle frontiere esterne dopo che oltre 4.500 migranti erano sbarcati a Ceuta in una sola settimana. Madrid aveva risposto con misure simili e presentato un reclamo a Bruxelles, sostenendo che il Codice delle frontiere di Schengen consente controlli interni solo come “ultima risorsa”. La Commissione Europea ha tacitamente dato ragione alla Spagna, ammonendo l’Italia che ogni estensione oltre i due mesi avrebbe richiesto una nuova giustificazione legata a una minaccia concreta per la sicurezza.
Di fronte all’isolamento diplomatico e alla pressione delle compagnie aeree interne, Roma ha segnalato questa settimana la disponibilità a de-escalare. Per i viaggiatori le implicazioni pratiche sono semplici: dal 23 ottobre passaporti e carte d’identità UE saranno nuovamente accettati senza ulteriori controlli di polizia o scansioni di codici a barre sulle rotte Spagna-Italia. Le compagnie continueranno a raccogliere le informazioni anticipate sui passeggeri come previsto dalla normativa europea, ma i tempi di imbarco e le finestre minime di coincidenza torneranno ai livelli dell’estate 2026. Le aziende che organizzano eventi o trasferimenti nel Mediterraneo occidentale potranno quindi pianificare la stagione autunno-inverno di punta senza i giorni di margine che si erano resi necessari da agosto.
Secondo il piano, Roma manterrà i controlli attuali su viaggiatori provenienti dalla Spagna via aria e mare solo fino al 22 ottobre, in coincidenza con la scadenza delle misure reciproche di Madrid, per poi eliminarli completamente. I ministri dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e Matteo Piantedosi sono stati incaricati di definire i dettagli operativi entro questa settimana, così da permettere a compagnie aeree, di navigazione e autorità aeroportuali di adeguare tempestivamente le procedure.
Entrambi i governi considerano questa mossa un passo importante per ristabilire la fiducia e permettere il ritorno ai livelli pre-crisi dei flussi di viaggi d’affari e turismo, che valgono circa 9 miliardi di euro l’anno tra i due Paesi, prima dell’inizio della redditizia stagione delle convention da novembre a gennaio. L’operatore aeroportuale spagnolo Aena ha calcolato che i controlli documentali aggiuntivi avevano aumentato i tempi di gestione dei passeggeri tra gli 8 e i 20 minuti negli scali di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, costringendo le compagnie aeree a bloccare tempi extra a terra e aumentando i costi per gli equipaggi. Le Camere di Commercio spagnole segnalano che alcuni viaggiatori d’affari avevano già iniziato a deviare i propri incontri passando per Lisbona o Parigi per evitare coincidenze perse.
Il sottotesto politico, tuttavia, è più ampio dell’efficienza nel trasporto aereo. Il governo Meloni aveva introdotto i controlli unilaterali ad agosto, accusando la Spagna di una gestione troppo permissiva delle frontiere esterne dopo che oltre 4.500 migranti erano sbarcati a Ceuta in una sola settimana. Madrid aveva risposto con misure simili e presentato un reclamo a Bruxelles, sostenendo che il Codice delle frontiere di Schengen consente controlli interni solo come “ultima risorsa”. La Commissione Europea ha tacitamente dato ragione alla Spagna, ammonendo l’Italia che ogni estensione oltre i due mesi avrebbe richiesto una nuova giustificazione legata a una minaccia concreta per la sicurezza.
Di fronte all’isolamento diplomatico e alla pressione delle compagnie aeree interne, Roma ha segnalato questa settimana la disponibilità a de-escalare. Per i viaggiatori le implicazioni pratiche sono semplici: dal 23 ottobre passaporti e carte d’identità UE saranno nuovamente accettati senza ulteriori controlli di polizia o scansioni di codici a barre sulle rotte Spagna-Italia. Le compagnie continueranno a raccogliere le informazioni anticipate sui passeggeri come previsto dalla normativa europea, ma i tempi di imbarco e le finestre minime di coincidenza torneranno ai livelli dell’estate 2026. Le aziende che organizzano eventi o trasferimenti nel Mediterraneo occidentale potranno quindi pianificare la stagione autunno-inverno di punta senza i giorni di margine che si erano resi necessari da agosto.
Fonte: El País
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