
I sensori in tempo reale all’aeroporto Paris-Charles-de-Gaulle hanno rilevato un’attesa media di **cinque minuti** al controllo passaporti alle 10:22 CEST del 18 ottobre, in netto calo rispetto ai picchi di oltre 40 minuti registrati all’inizio del mese durante l’implementazione del Sistema di Entrata/Uscita UE (EES). Sebbene oggi il flusso sia “verde”, le autorità aeroportuali avvertono che possono verificarsi picchi di attesa quando grandi ondate di arrivi a lungo raggio si concentrano su un numero limitato di chioschi biometrici. Con l’EES, ogni viaggiatore extra-UE deve fornire quattro impronte digitali e un’immagine facciale la prima volta che attraversa una frontiera esterna Schengen, un processo che può triplicare i tempi rispetto al vecchio timbro sul passaporto. Le compagnie aeree hanno iniziato a inviare notifiche push consigliando ai passeggeri non UE di prevedere **45 minuti in più** per l’immigrazione. I dipartimenti viaggi aziendali dovrebbero adottare lo stesso consiglio, soprattutto per itinerari con coincidenze strette all’interno di Schengen; perdere un TGV o un volo regionale potrebbe comportare notti extra in hotel e costi ambientali aggiuntivi nei budget di mobilità. Le autorità francesi stanno gradualmente estendendo il programma PARAFE e-gate a ulteriori nazionalità, collegandolo ai registri di iscrizione EES. Fino al completamento di questo aggiornamento, solo cittadini UE/SEE/Svizzera e alcuni viaggiatori frequenti registrati possono utilizzare le corsie automatizzate all’arrivo. I responsabili della mobilità dovrebbero informare il personale in trasferimento della possibilità di essere indirizzati a controlli manuali in caso di problemi con la cattura biometrica. Mantenere i passaporti privi di coperture protettive e idratare le mani (i “trucchi” ora diffusi nei forum di viaggiatori) può aiutare a evitare nuove scansioni e rallentamenti.