
L’industria dell’aviazione europea ha lanciato un ultimatum a Bruxelles: risolvere le code alle frontiere causate dal nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) prima del picco natalizio, altrimenti si rischiano danni duraturi per il turismo e i viaggi d’affari. In un comunicato congiunto del 16 ottobre, Airports Council International (ACI Europe) e Airlines for Europe hanno presentato un piano d’azione in sei punti, rivelando che il commissario europeo per la migrazione, Magnus Brunner, ha fissato ai Paesi membri una scadenza natalizia per ripristinare livelli di servizio accettabili.
La posta in gioco è alta per la Francia, che nel 2025 ha gestito circa 90 milioni di arrivi da Paesi extra-UE. Da quando, ad aprile, è diventata obbligatoria la raccolta biometrica completa, i tempi di attesa massimi a Parigi Charles-de-Gaulle hanno superato le due ore, mentre aeroporti regionali come Bordeaux e Nizza hanno sofferto per carenze di personale e malfunzionamenti dei chioschi.
Le proposte dell’industria prevedono l’eliminazione di passaggi di verifica duplicati, l’ottimizzazione della raccolta biometrica, la prevenzione di profili viaggiatori duplicati, il potenziamento dell’app “Travel to Europe” poco utilizzata per la pre-registrazione, l’accelerazione dell’installazione dei varchi elettronici per cittadini di Paesi terzi e, soprattutto, il ripristino della norma che consente alla polizia di frontiera di sospendere la raccolta biometrica quando le code superano soglie prestabilite.
I funzionari della Commissione riconoscono i problemi, ma sottolineano che i benefici in termini di sicurezza superano le difficoltà. Un set di dati trapelato citato da ACI Europe mostra che l’EES ha già registrato 230 milioni di attraversamenti e ha negato l’ingresso a 80.000 viaggiatori segnalati per allarmi gravi. Tuttavia, i gruppi imprenditoriali avvertono che il costo reputazionale è in crescita: un sondaggio dell’ala internazionale di MEDEF rileva che il 38% degli esportatori francesi ha rinviato incontri in presenza con clienti a causa dell’incertezza legata all’EES negli aeroporti.
Per i responsabili della mobilità il messaggio è duplice. Primo, prevedere tempi di anticipo: fino a quando non miglioreranno personale, stabilità IT e automazione, i viaggiatori dovrebbero presentarsi almeno tre ore prima della partenza per itinerari extra-Schengen. Secondo, monitorare eventuali cambiamenti rapidi delle regole: se la Commissione reintrodurrà la flessibilità di saltare la biometria nei periodi di picco, le procedure potrebbero variare non solo da aeroporto a aeroporto, ma anche in base all’orario. È fondamentale documentare le ipotesi di conformità aziendale e comunicarle ai viaggiatori.
Se la scadenza verrà rispettata, il periodo natalizio sarà il momento decisivo per il sistema. Un successo ristabilirà la fiducia in vista del Paris Air Show e della candidatura per l’Expo 2027, entrambi dipendenti dalla capacità della Francia di gestire milioni di visitatori senza intoppi alle frontiere. Un fallimento rafforzerebbe le richieste di un ritorno permanente al timbro sul passaporto, uno scenario che comprometterebbe l’investimento di 1,3 miliardi di euro dell’UE nelle frontiere intelligenti.
La posta in gioco è alta per la Francia, che nel 2025 ha gestito circa 90 milioni di arrivi da Paesi extra-UE. Da quando, ad aprile, è diventata obbligatoria la raccolta biometrica completa, i tempi di attesa massimi a Parigi Charles-de-Gaulle hanno superato le due ore, mentre aeroporti regionali come Bordeaux e Nizza hanno sofferto per carenze di personale e malfunzionamenti dei chioschi.
Le proposte dell’industria prevedono l’eliminazione di passaggi di verifica duplicati, l’ottimizzazione della raccolta biometrica, la prevenzione di profili viaggiatori duplicati, il potenziamento dell’app “Travel to Europe” poco utilizzata per la pre-registrazione, l’accelerazione dell’installazione dei varchi elettronici per cittadini di Paesi terzi e, soprattutto, il ripristino della norma che consente alla polizia di frontiera di sospendere la raccolta biometrica quando le code superano soglie prestabilite.
I funzionari della Commissione riconoscono i problemi, ma sottolineano che i benefici in termini di sicurezza superano le difficoltà. Un set di dati trapelato citato da ACI Europe mostra che l’EES ha già registrato 230 milioni di attraversamenti e ha negato l’ingresso a 80.000 viaggiatori segnalati per allarmi gravi. Tuttavia, i gruppi imprenditoriali avvertono che il costo reputazionale è in crescita: un sondaggio dell’ala internazionale di MEDEF rileva che il 38% degli esportatori francesi ha rinviato incontri in presenza con clienti a causa dell’incertezza legata all’EES negli aeroporti.
Per i responsabili della mobilità il messaggio è duplice. Primo, prevedere tempi di anticipo: fino a quando non miglioreranno personale, stabilità IT e automazione, i viaggiatori dovrebbero presentarsi almeno tre ore prima della partenza per itinerari extra-Schengen. Secondo, monitorare eventuali cambiamenti rapidi delle regole: se la Commissione reintrodurrà la flessibilità di saltare la biometria nei periodi di picco, le procedure potrebbero variare non solo da aeroporto a aeroporto, ma anche in base all’orario. È fondamentale documentare le ipotesi di conformità aziendale e comunicarle ai viaggiatori.
Se la scadenza verrà rispettata, il periodo natalizio sarà il momento decisivo per il sistema. Un successo ristabilirà la fiducia in vista del Paris Air Show e della candidatura per l’Expo 2027, entrambi dipendenti dalla capacità della Francia di gestire milioni di visitatori senza intoppi alle frontiere. Un fallimento rafforzerebbe le richieste di un ritorno permanente al timbro sul passaporto, uno scenario che comprometterebbe l’investimento di 1,3 miliardi di euro dell’UE nelle frontiere intelligenti.
Fonte: Travel Market News
Come VisaHQ può aiutarti
VisaHQ semplifica il processo di richiesta del visto per privati e aziende. Controlla i requisiti di viaggio attuali, prepara i documenti richiesti e gestisci la tua domanda online attraverso il portale VisaHQ Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
La Francia estende i controlli alle frontiere interne dell'area Schengen per altri sei mesi a partire dal 1° novembre 2026
I sindacati del personale di bordo delle compagnie aeree francesi sospendono lo sciopero previsto dal 17 al 21 ottobre, evitando gravi disagi ai voli