
I viaggiatori francesi e le numerose multinazionali che si affidano ai collegamenti con base a Parigi possono tirare un sospiro di sollievo questo fine settimana. Nelle prime ore di venerdì 16 ottobre, il comitato di sciopero congiunto che rappresenta il personale di cabina e i piloti di Air France, Transavia France e del vettore a lungo raggio Corsair ha formalmente ritirato l’avviso di sciopero previsto dal 17 al 21 ottobre. La retromarcia è arrivata dopo un incontro conciliativo all’ultimo minuto presso il Ministero dei Trasporti, eliminando la minaccia immediata di migliaia di cancellazioni di voli all’inizio delle vacanze scolastiche autunnali in Francia.
La controversia verteva su due questioni che affliggono l’aviazione francese dall’inizio della pandemia: il numero di personale e la flessibilità dei turni. La direzione aveva proposto di ridurre il numero minimo di assistenti di volo su alcuni servizi a corto raggio e di modificare le regole di riposo sui voli notturni. I sindacati SNPNC-FO, UNSA-PNC e SNPL hanno sostenuto che tali cambiamenti avrebbero compromesso la sicurezza e la qualità del servizio.
Secondo fonti sindacali, le compagnie hanno accettato di congelare le modifiche ai turni fino alla conclusione di un nuovo accordo collettivo a gennaio e di aprire una procedura di reclutamento accelerata per 350 assistenti di volo stagionali. Per le imprese, questa sospensione è di grande importanza. Solo Air France gestisce circa il 25% del traffico aziendale in entrata a Charles-de-Gaulle, il nodo attraverso cui transitano la maggior parte dei lavoratori a lungo termine e dei viaggiatori d’affari diretti verso le città regionali francesi, l’Africa e il Medio Oriente.
Uno sciopero di cinque giorni non avrebbe solo creato disagi ai passeggeri prenotati sulle compagnie coinvolte, ma avrebbe anche sovraccaricato i chioschi del Sistema di Entrata/Uscita Schengen (EES), già sotto pressione a Parigi CDG da quando i controlli biometrici completi sono diventati obbligatori ad aprile. I viaggiatori che avevano riprenotato o acquistato biglietti flessibili in previsione dello sciopero dovrebbero ora poter ripristinare gli itinerari originali, ma i responsabili della mobilità sono invitati a verificare attentamente le prenotazioni: alcuni voli cancellati preventivamente su rotte minori restano chiusi nell’inventario e potrebbero non riaprire fino a quando i turni del personale non saranno riorganizzati.
I datori di lavoro dovrebbero inoltre consigliare al personale in ingresso in Francia di prevedere tempi supplementari ai controlli di frontiera questo fine settimana, poiché i chioschi EES sono ancora soggetti a code in caso di picchi di traffico. Il prossimo punto critico è fissato per il 14 novembre, termine entro il quale i sindacati hanno chiesto alle compagnie di presentare un calendario dettagliato delle assunzioni e un piano di gestione della fatica.
A lungo termine, la disputa mette in luce il clima fragile delle relazioni industriali che persisterà mentre i vettori francesi cercano di aumentare la produttività in vista della soglia di costo del carbonio del 2027, introdotta dal pacchetto europeo Fit-for-55. Con le vacanze studentesche, le conferenze aziendali e il picco di fine anno alle porte, un ritorno allo sciopero avrebbe conseguenze sproporzionate sugli investimenti in entrata e sui programmi di viaggio aziendale che dipendono dai collegamenti aerei con la Francia.
La controversia verteva su due questioni che affliggono l’aviazione francese dall’inizio della pandemia: il numero di personale e la flessibilità dei turni. La direzione aveva proposto di ridurre il numero minimo di assistenti di volo su alcuni servizi a corto raggio e di modificare le regole di riposo sui voli notturni. I sindacati SNPNC-FO, UNSA-PNC e SNPL hanno sostenuto che tali cambiamenti avrebbero compromesso la sicurezza e la qualità del servizio.
Secondo fonti sindacali, le compagnie hanno accettato di congelare le modifiche ai turni fino alla conclusione di un nuovo accordo collettivo a gennaio e di aprire una procedura di reclutamento accelerata per 350 assistenti di volo stagionali. Per le imprese, questa sospensione è di grande importanza. Solo Air France gestisce circa il 25% del traffico aziendale in entrata a Charles-de-Gaulle, il nodo attraverso cui transitano la maggior parte dei lavoratori a lungo termine e dei viaggiatori d’affari diretti verso le città regionali francesi, l’Africa e il Medio Oriente.
Uno sciopero di cinque giorni non avrebbe solo creato disagi ai passeggeri prenotati sulle compagnie coinvolte, ma avrebbe anche sovraccaricato i chioschi del Sistema di Entrata/Uscita Schengen (EES), già sotto pressione a Parigi CDG da quando i controlli biometrici completi sono diventati obbligatori ad aprile. I viaggiatori che avevano riprenotato o acquistato biglietti flessibili in previsione dello sciopero dovrebbero ora poter ripristinare gli itinerari originali, ma i responsabili della mobilità sono invitati a verificare attentamente le prenotazioni: alcuni voli cancellati preventivamente su rotte minori restano chiusi nell’inventario e potrebbero non riaprire fino a quando i turni del personale non saranno riorganizzati.
I datori di lavoro dovrebbero inoltre consigliare al personale in ingresso in Francia di prevedere tempi supplementari ai controlli di frontiera questo fine settimana, poiché i chioschi EES sono ancora soggetti a code in caso di picchi di traffico. Il prossimo punto critico è fissato per il 14 novembre, termine entro il quale i sindacati hanno chiesto alle compagnie di presentare un calendario dettagliato delle assunzioni e un piano di gestione della fatica.
A lungo termine, la disputa mette in luce il clima fragile delle relazioni industriali che persisterà mentre i vettori francesi cercano di aumentare la produttività in vista della soglia di costo del carbonio del 2027, introdotta dal pacchetto europeo Fit-for-55. Con le vacanze studentesche, le conferenze aziendali e il picco di fine anno alle porte, un ritorno allo sciopero avrebbe conseguenze sproporzionate sugli investimenti in entrata e sui programmi di viaggio aziendale che dipendono dai collegamenti aerei con la Francia.
Fonte: Airspace Times
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