
La polizia cipriota e gli agenti dell'immigrazione hanno arrestato venti cittadini stranieri durante un blitz all'alba in un vecchio edificio residenziale nel centro di Limassol, martedì 20 ottobre. L'operazione rientra in una campagna intensificata a livello nazionale contro gli stranieri che hanno superato il periodo di soggiorno consentito e i richiedenti asilo respinti che ignorano gli ordini di espulsione. Funzionari comunali e ispettori per la sicurezza antincendio hanno accompagnato gli agenti per valutare le condizioni abitative, definite in seguito da un portavoce della polizia come "insufficienti e sovraffollate". I fermati sono stati trasferiti al centro di detenzione di Mennogeia, dove i loro casi saranno gestiti secondo le procedure accelerate di rimpatrio introdotte nel giugno 2026. Il Vice Ministero per la Migrazione e la Protezione Internazionale ha confermato che le operazioni di rimpatrio sono già in corso, in coordinamento con le ambasciate dei detenuti e l'Unità Operativa Congiunta per i Rimpatri di Frontex. Secondo il nuovo programma cipriota di Ritorno Volontario Assistito, chi collabora può ricevere un contributo di 1.000 euro e il biglietto aereo pagato; in caso di mancata collaborazione, è prevista l'espulsione forzata con divieti di reingresso fino a cinque anni. I settori dell’ospitalità e delle costruzioni di Limassol dipendono fortemente da lavoratori provenienti da paesi terzi, molti dei quali impiegati tramite agenzie interinali. I datori di lavoro temono che i blitz mediatici possano aggravare la già critica carenza di manodopera, soprattutto nei ruoli di pulizia e assistenza. La Federazione degli Imprenditori e Industriali di Cipro invita i propri membri a verificare le scadenze dei permessi di lavoro e a regolarizzare il personale prima del controllo straordinario previsto per dicembre, in vista delle festività. Le ONG per i diritti umani hanno criticato l’operazione di martedì, sostenendo che arresti di massa possono scoraggiare i migranti irregolari dal cercare assistenza sanitaria o denunciare sfruttamenti. Chiedono procedure di screening più trasparenti nelle stazioni di polizia per identificare vittime di tratta e potenziali beneficiari di protezione internazionale. Per i responsabili della mobilità aziendale, l’episodio è un monito: le irregolarità di soggiorno sull’isola sono ora perseguite con maggiore rigore. Le aziende che trasferiscono personale a Cipro dovrebbero prevedere tempi più lunghi per il rinnovo dei permessi di lavoro e invitare i dipendenti a tenere sempre con sé i documenti di immigrazione durante i controlli di polizia, ormai più frequenti nei centri urbani.
Fonte: Cyprus Inform
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