
In un breve video pubblicato su X la mattina del 20 ottobre 2026, il Primo Ministro Donald Tusk ha presentato un bilancio dei primi dieci mesi della sua amministrazione in materia di migrazione. Secondo il premier, i consolati polacchi hanno rilasciato circa l’87% in meno di visti nazionali e Schengen rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre le espulsioni di persone senza permesso di soggiorno sono aumentate del 200%. Tusk ha attribuito questa situazione alla cosiddetta “catastrofica” politica delle porte aperte del governo precedente, che avrebbe generato un arretrato di visti di lavoro e studio fittizi, usati come pass per entrare nell’area Schengen senza controlli.
Nel suo intervento ha sottolineato che i permessi di lavoro sono diminuiti del 69% e i visti per studenti del 65% su base annua, spiegando che le nuove regole di selezione più rigorose introdotte a gennaio sono ora pienamente operative nei consolati polacchi nel mondo. Il governo ha inoltre intensificato i controlli interni. Le statistiche della Guardia di Frontiera citate dal premier mostrano zero ingressi illegali riusciti dalla Bielorussia finora quest’anno, rispetto a oltre 20.000 nel 2022. Fonti del Ministero dell’Interno riferiscono che le espulsioni più recenti riguardano persone in soggiorno irregolare provenienti da Georgia, Uzbekistan, India e Nigeria.
Per le aziende, la drastica riduzione di visti e permessi di lavoro si fa già sentire. I responsabili delle risorse umane nei settori IT, agricolo e logistico segnalano tempi più lunghi per il reclutamento di cittadini di paesi terzi e stanno ricorrendo a programmi di trasferimento intra-aziendale a livello UE per colmare le lacune. Nel frattempo, le università hanno intensificato la promozione di corsi in inglese all’interno dell’UE per compensare il calo delle iscrizioni da paesi extra-UE.
A Bruxelles, questi nuovi dati alimenteranno il dibattito sul proposto EU Talent Pool, sostenuto da Polonia, Danimarca e Italia come alternativa agli arrivi massicci di richiedenti asilo. I consulenti per l’immigrazione aziendale invitano le imprese a verificare con attenzione le date di inizio dei nuovi assunti e a prevedere tempi supplementari per i colloqui di sicurezza, ormai routine durante le procedure di rilascio dei visti polacchi.
Nel suo intervento ha sottolineato che i permessi di lavoro sono diminuiti del 69% e i visti per studenti del 65% su base annua, spiegando che le nuove regole di selezione più rigorose introdotte a gennaio sono ora pienamente operative nei consolati polacchi nel mondo. Il governo ha inoltre intensificato i controlli interni. Le statistiche della Guardia di Frontiera citate dal premier mostrano zero ingressi illegali riusciti dalla Bielorussia finora quest’anno, rispetto a oltre 20.000 nel 2022. Fonti del Ministero dell’Interno riferiscono che le espulsioni più recenti riguardano persone in soggiorno irregolare provenienti da Georgia, Uzbekistan, India e Nigeria.
Per le aziende, la drastica riduzione di visti e permessi di lavoro si fa già sentire. I responsabili delle risorse umane nei settori IT, agricolo e logistico segnalano tempi più lunghi per il reclutamento di cittadini di paesi terzi e stanno ricorrendo a programmi di trasferimento intra-aziendale a livello UE per colmare le lacune. Nel frattempo, le università hanno intensificato la promozione di corsi in inglese all’interno dell’UE per compensare il calo delle iscrizioni da paesi extra-UE.
A Bruxelles, questi nuovi dati alimenteranno il dibattito sul proposto EU Talent Pool, sostenuto da Polonia, Danimarca e Italia come alternativa agli arrivi massicci di richiedenti asilo. I consulenti per l’immigrazione aziendale invitano le imprese a verificare con attenzione le date di inizio dei nuovi assunti e a prevedere tempi supplementari per i colloqui di sicurezza, ormai routine durante le procedure di rilascio dei visti polacchi.
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