
Gli agenti della stazione della Guardia di Frontiera di Częstochowa, in Polonia, hanno concluso il 21 ottobre un’ispezione mirata sul lavoro che ha portato alla scoperta di 35 stranieri impiegati senza i permessi necessari. Il gruppo comprendeva 16 indonesiani, 9 indiani, 6 nepalesi, 2 pakistani e 2 colombiani, tutti assunti da un cittadino polacco nel settore della logistica locale. Secondo la dichiarazione ufficiale, diversi lavoratori avevano superato la durata del visto o erano entrati senza visto, senza mai regolarizzare la loro posizione. Il datore di lavoro rischia multe sia per aver impiegato stranieri senza permessi sia per non aver fornito contratti scritti entro i termini di legge. Ai migranti sono stati notificati provvedimenti amministrativi che li obbligano a lasciare la Polonia e vietano il loro rientro nell’area Schengen per periodi fino a cinque anni, a seconda della durata del soggiorno irregolare. Il caso evidenzia l’inasprimento della Polonia contro gli abusi nel mercato del lavoro dopo il cambio di governo di gennaio. Il Ministero dell’Interno ha quadruplicato i controlli nei luoghi di lavoro nel 2026, sostenendo che il reclutamento incontrollato da paesi terzi distorce i salari e alimenta la migrazione irregolare. Mentre le grandi multinazionali di solito affidano la conformità a fornitori specializzati, i piccoli subappaltatori nel settore dei magazzini e delle consegne dell’ultimo miglio restano ad alto rischio. I responsabili della mobilità devono sapere che la Guardia di Frontiera ora incrocia i dati delle dichiarazioni previdenziali con quelli del sistema EES e del nuovo registro nazionale dei permessi di lavoro. Qualsiasi discrepanza tra l’impiego dichiarato e il soggiorno legale attiva automaticamente un’ispezione. Si consiglia quindi alle aziende di verificare i subappaltatori, assicurarsi che ogni lavoratore straniero firmi un contratto di lavoro scritto entro i sette giorni previsti e conservare copie digitali pronte per eventuali controlli a sorpresa. La mancata osservanza può comportare non solo multe, ma anche la sospensione delle quote semplificate per i permessi di lavoro, risorsa sempre più preziosa nel mercato del lavoro polacco. L’operazione di Częstochowa è un monito tempestivo che il rischio di non conformità all’immigrazione va ben oltre l’ufficio risorse umane e deve essere affrontato anche nelle funzioni di approvvigionamento e gestione della supply chain.
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