
Il Ministero dell'Interno e dell'Amministrazione della Polonia (MSWiA) ha confermato il 22 ottobre la disponibilità a consentire agli agenti di frontiera e doganali ucraini di effettuare controlli sul territorio polacco qualora gli attacchi russi rendessero insicuri i posti di controllo ucraini. La dichiarazione – riportata per la prima volta da PAP e riassunta da Autonews – sottolinea che qualsiasi spostamento avverrà sotto forma di **controllo congiunto**, con i veicoli che si fermeranno una sola volta e gli ispettori di entrambi i Paesi che lavoreranno fianco a fianco. Sebbene cinque posti di controllo polacco-ucraini utilizzino già il controllo congiunto sul lato ucraino, la base legale per applicarlo all’interno dell’area Schengen è più complessa. Secondo le norme UE, funzionari di un Paese non appartenente all’Unione non possono effettuare controlli nel territorio comunitario senza un trattato bilaterale e una preventiva notifica alla Commissione Europea. Varsavia e Kiev stanno negoziando tale accordo dal 2025, ma riserve politiche al Parlamento Europeo – in particolare da parte di alcuni eurodeputati che mettono in dubbio l’affidabilità delle agenzie ucraine – hanno rallentato i progressi. Le associazioni di trasporto su strada hanno accolto positivamente il segnale. Gli attacchi con missili e droni hanno costretto a ripetute evacuazioni delle strutture ucraine ai valichi di Yahodyn–Dorohusk, Zosin e altri punti di passaggio molto trafficati in questo autunno, bloccando le operazioni di sdoganamento per ore. Spostare le formalità sul lato polacco permetterebbe di mantenere i flussi anche durante gli allarmi aerei, sebbene ciò non aumenterebbe di per sé la capacità fisica. Gli analisti osservano che la domanda media giornaliera di trasporto merci lungo il corridoio supera già di circa il 20% gli slot disponibili, quindi le code potrebbero persistere a meno che non vengano potenziati anche il personale e gli spazi di parcheggio. Per i responsabili logistici il consiglio principale è di continuare a utilizzare il sistema di prenotazione elettronica e-Queue ucraino, ma pianificare soluzioni alternative. Gli autotrasportatori dovrebbero dotare gli autisti di carburante e rifornimenti extra e monitorare i canali Telegram delle guardie di frontiera di entrambi i Paesi per ricevere istruzioni in tempo reale su deviazioni. A medio termine, le aziende potrebbero dover adeguare i percorsi e i programmi di consegna una volta avviato il progetto pilota di controllo congiunto, probabilmente nel 2027 se il trattato otterrà l’approvazione di Bruxelles. In definitiva, l’annuncio sottolinea la determinazione della Polonia a mantenere funzionante la sua arteria commerciale orientale più trafficata nonostante la guerra al confine. Offrendo un terreno sicuro per i controlli, Varsavia punta a proteggere vite umane, sostenere le esportazioni ucraine e rassicurare gli spedizionieri UE che le cosiddette Solidarity Lanes resteranno aperte durante l’inverno.
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