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Rapporto OCSE: calo dell'1,8% dei nuovi migranti permanenti in Spagna nel 2024

nov 8, 2025
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Rapporto OCSE: calo dell'1,8% dei nuovi migranti permanenti in Spagna nel 2024
La Spagna conferma il suo ruolo di uno dei principali paesi al mondo per l’accoglienza di migranti, anche se nel 2024 il ritmo degli arrivi è leggermente rallentato. Secondo il recente rapporto “International Migration Outlook 2025” dell’OCSE, la Spagna ha accolto 368.000 nuovi immigrati permanenti nel 2024, con un calo dell’1,8% rispetto al 2023. Nonostante questa flessione, gli ingressi restano il 50% superiori ai livelli pre-pandemia del 2019, mantenendo la Spagna al quinto posto tra le destinazioni OCSE, dietro a Stati Uniti, Germania, Canada e Regno Unito.

Il rapporto evidenzia come i cittadini latinoamericani e nordafricani continuino a trainare la crescita: Colombia, Marocco e Venezuela sono i paesi di origine più rappresentati, con un’accelerazione anche dagli arrivi dal Perù. La ricongiungimento familiare rimane il canale principale (39%), seguito dalla libera circolazione nell’UE (32%) e dalla migrazione per lavoro (17%). La Spagna ha inoltre registrato un record di 164.000 richieste di asilo, in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente, sottolineando il doppio ruolo del paese come polo economico e rifugio umanitario.

Rapporto OCSE: calo dell'1,8% dei nuovi migranti permanenti in Spagna nel 2024


I responsabili delle politiche possono trovare conforto nel fatto che le recenti riforme normative stanno dando i loro frutti. Il nuovo Regolamento sull’Immigrazione, adottato a novembre 2024 e in vigore da maggio 2025, semplifica i rinnovi, unifica i permessi di soggiorno e lavoro e amplia i diritti lavorativi per gli studenti, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e favorire l’integrazione nel mercato del lavoro. L’OCSE rileva inoltre che il divario occupazionale di genere tra i migranti in Spagna si è ridotto significativamente, anche se permangono sfide strutturali legate ai contratti temporanei e all’accessibilità abitativa.

Guardando al futuro, il governo prevede di regolarizzare fino a 900.000 residenti irregolari nei prossimi tre anni e ha abolito il “Golden Visa”. I datori di lavoro nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità e delle costruzioni — che dipendono fortemente dalla manodopera straniera — stanno già facendo pressione per quote più flessibili di lavoratori stagionali nell’ambito del nuovo decreto GECCO. Per i team di risorse umane, il messaggio chiave è che la Spagna resta aperta, ma i tempi per l’acquisizione di talenti devono tenere conto di volumi di arrivi leggermente inferiori e di categorie di permessi in evoluzione.

Per i responsabili della mobilità, i dati OCSE sottolineano l’importanza di mantenere una solida capacità di servizi di accoglienza, in particolare formazione linguistica e supporto abitativo nelle città di secondo livello, che stanno assorbendo una quota crescente di nuovi arrivati. Le aziende dovrebbero inoltre monitorare il prossimo “Piano di Integrazione e Interculturalità 2025-27”, che dovrebbe introdurre nuovi obblighi aziendali in materia di diversità.
Fonte: Getafe Central

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