
In una maratona legislativa terminata poco dopo la mezzanotte del 21 novembre 2025, l’Assemblea federale svizzera, bicamerale, ha approvato la revisione più ampia della Legge federale sugli stranieri e l’integrazione (LStrI) dal 2014. Il disegno di legge introduce limiti numerici annuali per diverse categorie di lavoratori provenienti da paesi terzi, impone controlli biometrici sistematici a tutti i valichi terrestri e riduce il termine legale per la maggior parte delle decisioni sull’asilo da 140 a 90 giorni.
Con il nuovo regime, sarà il Parlamento – e non più il Consiglio federale – a fissare ogni autunno i tetti globali per l’anno solare successivo. I Cantoni continueranno a rilasciare i permessi individuali, ma dovranno rispettare il plafond federale. I legislatori hanno motivato la modifica con il record di immigrazione netta raggiunto nel 2025, il più alto degli ultimi 17 anni, in un contesto di carenza di manodopera nei settori sanitario, edilizio e IT. I sindacati hanno tentato invano di ottenere esenzioni per i datori di lavoro delle infrastrutture critiche; tali settori avranno invece accesso a una riserva di emergenza separata, attivabile dal Consiglio federale.
Un secondo pilastro della riforma prevede che ogni persona che attraversa una frontiera esterna svizzera fornisca quattro impronte digitali e che la foto del passaporto venga confrontata con un’immagine facciale in tempo reale. La misura allinea la prassi svizzera al Sistema di Entrata/Uscita dell’UE, già in fase di implementazione negli aeroporti, estendendola però ai valichi stradali e ferroviari con Francia, Italia, Austria e Germania. L’investimento infrastrutturale, stimato in 240 milioni di franchi, sarà finanziato tramite un nuovo sovrapprezzo di 8 franchi sui permessi di soggiorno biometrici.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto principale è la prevedibilità: le quote annuali saranno pubblicate in anticipo, permettendo ai pianificatori delle risorse umane di decidere tempestivamente se reclutare talenti localmente, trasferire personale esistente o ricorrere all’outsourcing di progetti. Tuttavia, i tempi più stretti per le decisioni sull’asilo potrebbero mettere sotto pressione le risorse per l’assistenza legale, mentre i controlli biometrici potrebbero allungare i tempi di pendolarismo transfrontaliero per i lavoratori italiani che ogni giorno si recano in Ticino.
Ora il Consiglio federale deve redigere gli ordinamenti attuativi; la maggior parte delle disposizioni entrerà in vigore il 1° luglio 2026. Le associazioni datoriali, pur accogliendo con favore la chiarezza sulle quote, hanno esortato Berna a digitalizzare il processo di domanda prima dell’entrata in vigore dei nuovi limiti.
Con il nuovo regime, sarà il Parlamento – e non più il Consiglio federale – a fissare ogni autunno i tetti globali per l’anno solare successivo. I Cantoni continueranno a rilasciare i permessi individuali, ma dovranno rispettare il plafond federale. I legislatori hanno motivato la modifica con il record di immigrazione netta raggiunto nel 2025, il più alto degli ultimi 17 anni, in un contesto di carenza di manodopera nei settori sanitario, edilizio e IT. I sindacati hanno tentato invano di ottenere esenzioni per i datori di lavoro delle infrastrutture critiche; tali settori avranno invece accesso a una riserva di emergenza separata, attivabile dal Consiglio federale.
Un secondo pilastro della riforma prevede che ogni persona che attraversa una frontiera esterna svizzera fornisca quattro impronte digitali e che la foto del passaporto venga confrontata con un’immagine facciale in tempo reale. La misura allinea la prassi svizzera al Sistema di Entrata/Uscita dell’UE, già in fase di implementazione negli aeroporti, estendendola però ai valichi stradali e ferroviari con Francia, Italia, Austria e Germania. L’investimento infrastrutturale, stimato in 240 milioni di franchi, sarà finanziato tramite un nuovo sovrapprezzo di 8 franchi sui permessi di soggiorno biometrici.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto principale è la prevedibilità: le quote annuali saranno pubblicate in anticipo, permettendo ai pianificatori delle risorse umane di decidere tempestivamente se reclutare talenti localmente, trasferire personale esistente o ricorrere all’outsourcing di progetti. Tuttavia, i tempi più stretti per le decisioni sull’asilo potrebbero mettere sotto pressione le risorse per l’assistenza legale, mentre i controlli biometrici potrebbero allungare i tempi di pendolarismo transfrontaliero per i lavoratori italiani che ogni giorno si recano in Ticino.
Ora il Consiglio federale deve redigere gli ordinamenti attuativi; la maggior parte delle disposizioni entrerà in vigore il 1° luglio 2026. Le associazioni datoriali, pur accogliendo con favore la chiarezza sulle quote, hanno esortato Berna a digitalizzare il processo di domanda prima dell’entrata in vigore dei nuovi limiti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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