
Il presidente del Consiglio dei Ministri del Kirghizistan, Adylbek Kasymaliev, ha annunciato a Berlino il 29 novembre che il suo governo e la Germania stanno finalizzando un accordo bilaterale sulla migrazione volto a semplificare i canali per i visti di lavoro destinati ai professionisti kirghisi. Durante il forum economico “Giornata Nazionale dell’Economia del Kirghizistan”, Kasymaliev ha spiegato che l’intesa aprirà nuove opportunità occupazionali nei settori IT, ingegneria e tecnologie verdi, integrando modelli di formazione duale basati sugli standard professionali tedeschi.
L’accordo, che dovrebbe essere firmato all’inizio del 2026, permetterà ai datori di lavoro tedeschi di reclutare lavoratori kirghisi qualificati con procedure semplificate di riconoscimento e quote, in linea con le riforme della legge tedesca sull’immigrazione qualificata. Per il Kirghizistan, le rimesse rappresentano già circa il 30% del PIL; le autorità sperano che percorsi legali riducano la migrazione irregolare e aumentino i salari grazie al riconoscimento delle qualifiche.
Le camere di commercio tedesche accolgono con favore l’iniziativa, in un contesto di crescente competizione per i talenti: l’Agenzia Federale per l’Impiego prevede una carenza di 420.000 lavoratori qualificati per il prossimo anno. I settori individuati per i primi gruppi pilota sono assistenza infermieristica, lavorazione dei metalli e sviluppo software. I team per la mobilità dovranno monitorare dettagli come le procedure accelerate per gli appuntamenti consolari e possibili esenzioni dai limiti salariali per i candidati provenienti dai Balcani occidentali.
Praticamente, le aziende che pianificano assunzioni nel 2026 possono iniziare a mappare le equivalenze delle qualifiche kirghise e a predisporre budget per la formazione linguistica. Il Ministero degli Esteri sta inoltre valutando di assegnare un referente per i visti a Bishkek, che supporti i datori di lavoro nel rispetto delle normative, replicando modelli già attivi a Manila e Nuova Delhi.
L’accordo, che dovrebbe essere firmato all’inizio del 2026, permetterà ai datori di lavoro tedeschi di reclutare lavoratori kirghisi qualificati con procedure semplificate di riconoscimento e quote, in linea con le riforme della legge tedesca sull’immigrazione qualificata. Per il Kirghizistan, le rimesse rappresentano già circa il 30% del PIL; le autorità sperano che percorsi legali riducano la migrazione irregolare e aumentino i salari grazie al riconoscimento delle qualifiche.
Le camere di commercio tedesche accolgono con favore l’iniziativa, in un contesto di crescente competizione per i talenti: l’Agenzia Federale per l’Impiego prevede una carenza di 420.000 lavoratori qualificati per il prossimo anno. I settori individuati per i primi gruppi pilota sono assistenza infermieristica, lavorazione dei metalli e sviluppo software. I team per la mobilità dovranno monitorare dettagli come le procedure accelerate per gli appuntamenti consolari e possibili esenzioni dai limiti salariali per i candidati provenienti dai Balcani occidentali.
Praticamente, le aziende che pianificano assunzioni nel 2026 possono iniziare a mappare le equivalenze delle qualifiche kirghise e a predisporre budget per la formazione linguistica. Il Ministero degli Esteri sta inoltre valutando di assegnare un referente per i visti a Bishkek, che supporti i datori di lavoro nel rispetto delle normative, replicando modelli già attivi a Manila e Nuova Delhi.
Fonte: 24.kg News Agency