
I datori di lavoro polacchi si sono svegliati il 4 dicembre con un bollettino ufficiale del Voivodato di Lublino che conferma la più grande revisione tariffaria degli ultimi anni per le autorizzazioni di lavoro. Tre regolamenti esecutivi, tutti pubblicati il 25 novembre ma entrati in vigore il 1° dicembre, sono ora stati recepiti nella pratica regionale.
La novità principale riguarda i costi. La tassa per la registrazione di un ‘oświadczenie’ (dichiarazione di affidamento del lavoro a uno straniero) è quadruplicata, passando da 100 a 400 PLN, mentre le tariffe per i permessi di lavoro sono state uniformate a 200 PLN (permessi fino a tre mesi) e 400 PLN (permessi superiori a tre mesi). Le aziende che distaccano personale straniero in Polonia dovranno pagare 800 PLN per ogni permesso, mentre la tariffa per il lavoro stagionale resta di 100 PLN. Gli uffici del lavoro locali sono stati incaricati di respingere le domande che non dimostrano il pagamento delle nuove tariffe.
Altro cambiamento rilevante riguarda la procedura di dichiarazione, ora limitata a quattro paesi di origine: Armenia, Bielorussia, Moldova e Ucraina. La Georgia, i cui cittadini erano predominanti nei settori agricolo e delle costruzioni, è stata esclusa. Le dichiarazioni esistenti per i cittadini georgiani rimangono valide fino alla scadenza, ma non sono più ammesse nuove registrazioni.
Il regolamento aggiorna anche l’elenco delle professioni che possono essere svolte senza permesso o dichiarazione (ad esempio, lavori artistici a breve termine, giornalisti stranieri accreditati e alcune mansioni nel settore della difesa) e innalza gli standard documentali: ogni pratica deve ora essere accompagnata da scansioni complete del passaporto, prove delle qualifiche per le professioni regolamentate e traduzioni giurate in polacco, se richieste.
Per i responsabili della mobilità il cambiamento è immediato. I budget dovranno essere rivisti per coprire le nuove tariffe statali, i tempi di attesa si allungheranno a causa della raccolta di documentazione aggiuntiva, e i canali di reclutamento basati su lavoratori georgiani dovranno essere rapidamente riorientati, potenzialmente verso candidati ucraini o bielorussi. I datori di lavoro con dichiarazioni in corso dovrebbero verificare le date di scadenza e pianificare i rinnovi tramite la procedura completa per il permesso di lavoro, se necessario.
La novità principale riguarda i costi. La tassa per la registrazione di un ‘oświadczenie’ (dichiarazione di affidamento del lavoro a uno straniero) è quadruplicata, passando da 100 a 400 PLN, mentre le tariffe per i permessi di lavoro sono state uniformate a 200 PLN (permessi fino a tre mesi) e 400 PLN (permessi superiori a tre mesi). Le aziende che distaccano personale straniero in Polonia dovranno pagare 800 PLN per ogni permesso, mentre la tariffa per il lavoro stagionale resta di 100 PLN. Gli uffici del lavoro locali sono stati incaricati di respingere le domande che non dimostrano il pagamento delle nuove tariffe.
Altro cambiamento rilevante riguarda la procedura di dichiarazione, ora limitata a quattro paesi di origine: Armenia, Bielorussia, Moldova e Ucraina. La Georgia, i cui cittadini erano predominanti nei settori agricolo e delle costruzioni, è stata esclusa. Le dichiarazioni esistenti per i cittadini georgiani rimangono valide fino alla scadenza, ma non sono più ammesse nuove registrazioni.
Il regolamento aggiorna anche l’elenco delle professioni che possono essere svolte senza permesso o dichiarazione (ad esempio, lavori artistici a breve termine, giornalisti stranieri accreditati e alcune mansioni nel settore della difesa) e innalza gli standard documentali: ogni pratica deve ora essere accompagnata da scansioni complete del passaporto, prove delle qualifiche per le professioni regolamentate e traduzioni giurate in polacco, se richieste.
Per i responsabili della mobilità il cambiamento è immediato. I budget dovranno essere rivisti per coprire le nuove tariffe statali, i tempi di attesa si allungheranno a causa della raccolta di documentazione aggiuntiva, e i canali di reclutamento basati su lavoratori georgiani dovranno essere rapidamente riorientati, potenzialmente verso candidati ucraini o bielorussi. I datori di lavoro con dichiarazioni in corso dovrebbero verificare le date di scadenza e pianificare i rinnovi tramite la procedura completa per il permesso di lavoro, se necessario.
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