
La Germania ha inaugurato oggi a Berlino il Centro Congiunto per la Difesa dai Droni (Gemeinsame Drohnenabwehrzentrum – GDAZ), riunendo per la prima volta sotto un unico tetto la polizia federale (Bundespolizei), la Bundeswehr, le forze di polizia dei Länder e l'Ufficio Federale di Polizia Criminale. Ospitato nel complesso per la gestione delle crisi del Ministero dell’Interno, il centro opererà 24 ore su 24 per rilevare, analizzare e – dove consentito dalla legge – neutralizzare droni ostili, imprudenti o non identificati che minacciano aeroporti, infrastrutture critiche o raduni di massa.
Contesto – I droni civili hanno conosciuto un’esplosione di popolarità in Germania: il Ministero dei Trasporti stima oltre un milione di sistemi in circolazione. Parallelamente, le agenzie di sicurezza hanno registrato 183 incidenti illegali con droni vicino agli aeroporti tedeschi nel 2024, con un aumento del 40% rispetto all’anno precedente, incluso un episodio che ha costretto alla chiusura per 45 minuti l’aeroporto di Francoforte, causando la cancellazione di 180 voli. I servizi di intelligence collegano inoltre diverse avvistamenti inspiegabili di droni presso terminal di GNL e aree di addestramento della Bundeswehr a ricognizioni russe. Fino ad oggi, le competenze erano frammentate tra le unità antiaeree della Luftwaffe, la polizia federale (responsabile della sicurezza aerea) e le forze di polizia dei 16 Länder.
Funzioni del nuovo centro – Il GDAZ fungerà da hub di fusione in tempo reale, integrando dati radar, sensori a radiofrequenza e reti di telecamere messe a disposizione dalle singole autorità. Un quadro situazionale condiviso permetterà agli specialisti di identificare i droni, classificare le intenzioni e decidere quale ente abbia l’autorità legale per intervenire – ad esempio, il disturbo elettronico da parte della Bundeswehr o l’intervento di un tiratore scelto della polizia nell’area aeroportuale. Il Ministero dell’Interno sottolinea che le catene di comando esistenti rimangono invariate; il valore del centro risiede nella rapidità e nelle regole comuni di ingaggio.
Impatto su viaggi d’affari e mobilità – I viaggiatori frequenti e i responsabili dei viaggi aziendali possono aspettarsi meno chiusure improvvise dello spazio aereo una volta consolidata la risposta coordinata. Gli aeroporti stanno installando beacon di geo-recinto che costringono i droni conformi ad atterrare automaticamente, mentre il governo sta preparando modifiche alla Legge sulla Sicurezza dell’Aviazione che concederanno alla polizia poteri limitati di “soft-kill” entro 5 km dalle piste. Le aziende di logistica che sperimentano droni per le consegne otterranno maggiore chiarezza normativa, ma dovranno integrare la telemetria della loro flotta con la rete GDAZ.
Prospettive future – La fase due (metà 2026) estenderà la copertura ai porti marittimi e ai principali snodi ferroviari tedeschi; la fase tre punta a uno scambio dati a livello UE. Le aziende che gestiscono infrastrutture critiche dovranno rivedere i propri piani di risposta ai droni e designare un ufficiale di collegamento per il centro, requisito che sarà inserito nelle prossime direttive di sicurezza.
Contesto – I droni civili hanno conosciuto un’esplosione di popolarità in Germania: il Ministero dei Trasporti stima oltre un milione di sistemi in circolazione. Parallelamente, le agenzie di sicurezza hanno registrato 183 incidenti illegali con droni vicino agli aeroporti tedeschi nel 2024, con un aumento del 40% rispetto all’anno precedente, incluso un episodio che ha costretto alla chiusura per 45 minuti l’aeroporto di Francoforte, causando la cancellazione di 180 voli. I servizi di intelligence collegano inoltre diverse avvistamenti inspiegabili di droni presso terminal di GNL e aree di addestramento della Bundeswehr a ricognizioni russe. Fino ad oggi, le competenze erano frammentate tra le unità antiaeree della Luftwaffe, la polizia federale (responsabile della sicurezza aerea) e le forze di polizia dei 16 Länder.
Funzioni del nuovo centro – Il GDAZ fungerà da hub di fusione in tempo reale, integrando dati radar, sensori a radiofrequenza e reti di telecamere messe a disposizione dalle singole autorità. Un quadro situazionale condiviso permetterà agli specialisti di identificare i droni, classificare le intenzioni e decidere quale ente abbia l’autorità legale per intervenire – ad esempio, il disturbo elettronico da parte della Bundeswehr o l’intervento di un tiratore scelto della polizia nell’area aeroportuale. Il Ministero dell’Interno sottolinea che le catene di comando esistenti rimangono invariate; il valore del centro risiede nella rapidità e nelle regole comuni di ingaggio.
Impatto su viaggi d’affari e mobilità – I viaggiatori frequenti e i responsabili dei viaggi aziendali possono aspettarsi meno chiusure improvvise dello spazio aereo una volta consolidata la risposta coordinata. Gli aeroporti stanno installando beacon di geo-recinto che costringono i droni conformi ad atterrare automaticamente, mentre il governo sta preparando modifiche alla Legge sulla Sicurezza dell’Aviazione che concederanno alla polizia poteri limitati di “soft-kill” entro 5 km dalle piste. Le aziende di logistica che sperimentano droni per le consegne otterranno maggiore chiarezza normativa, ma dovranno integrare la telemetria della loro flotta con la rete GDAZ.
Prospettive future – La fase due (metà 2026) estenderà la copertura ai porti marittimi e ai principali snodi ferroviari tedeschi; la fase tre punta a uno scambio dati a livello UE. Le aziende che gestiscono infrastrutture critiche dovranno rivedere i propri piani di risposta ai droni e designare un ufficiale di collegamento per il centro, requisito che sarà inserito nelle prossime direttive di sicurezza.
Fonte: Reuters
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