
Durante un acceso dibattito a Washington, D.C., la giudice distrettuale statunitense Beryl Howell ha lasciato intendere che potrebbe confermare la tariffa senza precedenti di 100.000 dollari imposta dall’ex presidente Trump sulle nuove petizioni H-1B, dichiarando agli avvocati della Camera di Commercio USA che il Congresso ha conferito ai presidenti un potere “estremamente ampio” per vietare o condizionare l’ingresso di non cittadini. Una decisione scritta potrebbe arrivare già a gennaio.
La tariffa — in vigore per le petizioni con data di spedizione successiva al 21 settembre — ha già sconvolto i datori di lavoro. Presentare una domanda iniziale per l’H-1B ora costa oltre 106.000 dollari, considerando le spese già esistenti per la prevenzione delle frodi, ACWIA e le spese legali, rendendo il programma inaccessibile per startup e università. Il sovrapprezzo non si applica a proroghe o trasferimenti, ma le aziende che dipendono da un flusso costante di nuovi talenti temono un deterioramento a lungo termine del bacino di candidati.
I ricorrenti sostengono che la sezione 286(m) dell’INA consente al DHS di fissare le tariffe solo per coprire i costi di valutazione e che il sovrapprezzo rappresenta “una manovra per raccogliere fondi e una sorta di divieto di fatto”, soprattutto alla luce delle dichiarazioni pubbliche di Trump che intende “ridurre gli H-1B almeno della metà”. Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia replicano che l’autorità del presidente ai sensi della sezione 212(f) gli consente di imporre qualsiasi condizione, purché non si arrivi a un divieto totale.
Se la norma dovesse essere confermata, i budget per l’immigrazione dovranno essere radicalmente rivisti. Grandi società di consulenza stanno valutando trasferimenti tramite visti L-1 per aggirare il nuovo costo, mentre le startup biotech puntano sulla categoria O-1 o sul nearshoring dei laboratori in Canada. Le università temono di perdere ricercatori post-dottorato a favore di Europa e Australia, aggravando la carenza di talenti STEM.
I team di mobilità dovrebbero preparare scenari peggiori: per l’anno fiscale 2028, la stagione dei limiti H-1B potrebbe richiedere oltre 10 milioni di dollari in costi anticipati per un’azienda tecnologica Fortune 500. I piani di emergenza potrebbero includere un focus sulle domande di adeguamento dello status per i talenti F-1 OPT già presenti e un’intensa attività di lobbying per ottenere sollievo legislativo.
La tariffa — in vigore per le petizioni con data di spedizione successiva al 21 settembre — ha già sconvolto i datori di lavoro. Presentare una domanda iniziale per l’H-1B ora costa oltre 106.000 dollari, considerando le spese già esistenti per la prevenzione delle frodi, ACWIA e le spese legali, rendendo il programma inaccessibile per startup e università. Il sovrapprezzo non si applica a proroghe o trasferimenti, ma le aziende che dipendono da un flusso costante di nuovi talenti temono un deterioramento a lungo termine del bacino di candidati.
I ricorrenti sostengono che la sezione 286(m) dell’INA consente al DHS di fissare le tariffe solo per coprire i costi di valutazione e che il sovrapprezzo rappresenta “una manovra per raccogliere fondi e una sorta di divieto di fatto”, soprattutto alla luce delle dichiarazioni pubbliche di Trump che intende “ridurre gli H-1B almeno della metà”. Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia replicano che l’autorità del presidente ai sensi della sezione 212(f) gli consente di imporre qualsiasi condizione, purché non si arrivi a un divieto totale.
Se la norma dovesse essere confermata, i budget per l’immigrazione dovranno essere radicalmente rivisti. Grandi società di consulenza stanno valutando trasferimenti tramite visti L-1 per aggirare il nuovo costo, mentre le startup biotech puntano sulla categoria O-1 o sul nearshoring dei laboratori in Canada. Le università temono di perdere ricercatori post-dottorato a favore di Europa e Australia, aggravando la carenza di talenti STEM.
I team di mobilità dovrebbero preparare scenari peggiori: per l’anno fiscale 2028, la stagione dei limiti H-1B potrebbe richiedere oltre 10 milioni di dollari in costi anticipati per un’azienda tecnologica Fortune 500. I piani di emergenza potrebbero includere un focus sulle domande di adeguamento dello status per i talenti F-1 OPT già presenti e un’intensa attività di lobbying per ottenere sollievo legislativo.
Fonte: Reuters
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