
Mancano meno di 100 giorni all’entrata in funzione del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, che dovrà essere operativo al 50% dei punti di frontiera francesi. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato un calendario aggiornato che riguarda tutti i viaggiatori d’affari extra-UE. Secondo La Connexion, da metà gennaio aeroporti, porti e valichi terrestri attiveranno l’EES per almeno due ore al giorno, con un aumento progressivo fino al pieno utilizzo previsto per il 10 aprile 2026.
L’EES sostituisce il timbro sul passaporto Schengen con un registro biometrico che acquisisce immagini facciali e impronte digitali al primo ingresso, riducendo drasticamente le possibilità di “soggiorni irregolari e non rilevati”. Il Ministero assicura che le prime prove hanno generato “code minime” negli aeroporti regionali più piccoli, ma gli operatori di Parigi-CDG e Nizza avvertono che la registrazione può richiedere fino a 90 secondi per passeggero, triplicando i tempi rispetto alla scansione manuale precedente, con margini di capacità ridotti durante il picco di arrivi tra le 7:00 e le 11:00.
Strettamente collegato è ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio che diventerà obbligatoria per i cittadini di paesi esenti da visto entro novembre 2026. Il sistema utilizzerà i dati dell’EES per valutare in tempo reale i rischi di sicurezza e migrazione. Le compagnie aeree dovranno quindi affrontare un doppio obbligo di conformità: verificare l’approvazione ETIAS prima dell’imbarco e garantire la prima registrazione EES all’arrivo. Il mancato rispetto può comportare multe fino a 5.000 euro per passeggero.
Per i team di mobilità aziendale, l’orizzonte 2026 impone di agire subito: verificare i profili dei viaggiatori per individuare i “cittadini di paesi terzi”, prevedere possibili ritardi aeroportuali e comunicare chiaramente che possedere un visto Schengen valido (o l’esenzione) non sarà più sufficiente. I dirigenti esperti con frequenti timbri Schengen avranno i loro giorni di permanenza calcolati automaticamente; un soggiorno eccessivo involontario genererà un allarme all’uscita.
Il vantaggio a lungo termine è l’automazione. Una volta registrati, i viaggiatori potranno utilizzare i gate elettronici self-service e la Francia prevede che i tempi medi di transito scenderanno sotto i livelli pre-COVID entro la fine del 2026. Il Ministero sta reclutando 700 nuovi agenti di frontiera e installando 150 nuovi chioschi biometrici solo a CDG per rispettare la scadenza.
L’EES sostituisce il timbro sul passaporto Schengen con un registro biometrico che acquisisce immagini facciali e impronte digitali al primo ingresso, riducendo drasticamente le possibilità di “soggiorni irregolari e non rilevati”. Il Ministero assicura che le prime prove hanno generato “code minime” negli aeroporti regionali più piccoli, ma gli operatori di Parigi-CDG e Nizza avvertono che la registrazione può richiedere fino a 90 secondi per passeggero, triplicando i tempi rispetto alla scansione manuale precedente, con margini di capacità ridotti durante il picco di arrivi tra le 7:00 e le 11:00.
Strettamente collegato è ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio che diventerà obbligatoria per i cittadini di paesi esenti da visto entro novembre 2026. Il sistema utilizzerà i dati dell’EES per valutare in tempo reale i rischi di sicurezza e migrazione. Le compagnie aeree dovranno quindi affrontare un doppio obbligo di conformità: verificare l’approvazione ETIAS prima dell’imbarco e garantire la prima registrazione EES all’arrivo. Il mancato rispetto può comportare multe fino a 5.000 euro per passeggero.
Per i team di mobilità aziendale, l’orizzonte 2026 impone di agire subito: verificare i profili dei viaggiatori per individuare i “cittadini di paesi terzi”, prevedere possibili ritardi aeroportuali e comunicare chiaramente che possedere un visto Schengen valido (o l’esenzione) non sarà più sufficiente. I dirigenti esperti con frequenti timbri Schengen avranno i loro giorni di permanenza calcolati automaticamente; un soggiorno eccessivo involontario genererà un allarme all’uscita.
Il vantaggio a lungo termine è l’automazione. Una volta registrati, i viaggiatori potranno utilizzare i gate elettronici self-service e la Francia prevede che i tempi medi di transito scenderanno sotto i livelli pre-COVID entro la fine del 2026. Il Ministero sta reclutando 700 nuovi agenti di frontiera e installando 150 nuovi chioschi biometrici solo a CDG per rispettare la scadenza.
Fonte: The Connexion
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